Il commissario all’emergenza Arcuri: “Entro fine anno un terzo degli italiani avrà effettuato il tampone”

A Codogno primo caso sospetto da Covid-19 nel giorno della riapertura del Pronto Soccorso
Arcuri
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su pinterest
Condividi su email

“Entro fine anno un terzo degli italiani avrà effettuato il tampone“. Il Commissario all’emergenza Domenico Arcuri espone in conferenza stampa i progressi nella strategia di prevenzione anti-coronavirus. “Un milione e 150 mila italiani hanno già scaricato la App Immuni, un risultato confortante frutto di un lavoro coordinato”, spiega. E a Codogno oggi ha riaperto il Pronto Soccorso, chiuso dal 20 febbraio scorso in seguito alla scoperta del primo caso positivo in Italia. Ma arriva subito un paziente con sintomi da coronavirus: è un possibile contagiato da Covid-19.

Arcuri: “Abbiamo riconquistato l’ultima parte delle nostre libertà”

Il Commissario straordinario Arcuri, alla luce dei dati incoraggianti sul contenimento dell’epidemia, è ottimista. “Abbiamo riconquistato ieri l’ultima parte delle nostre libertà, dopo 84 giorni dall’11 marzo: sembra un’epoca fa. Un’Italia più unita e più libera si è ritrovata: è frutto dei sacrifici e della responsabilità degli italiani, delle scelte del governo e della capacità di applicarle”, sottolinea Arcuri in conferenza stampa, dalla sede della Protezione Civile.

Arcuri

“Senza lockdown il 3 giugno sarebbe stato un giorno come gli altri, un giorno dolorante. Senza una gestione dell’emergenza il virus si sarebbe esteso in tutto il Paese con la stessa gravità”, aggiunge il commissario straordinario.

“Da inizio crisi l’obiettivo era far crescere stabilmente il numero dei tamponi effettuati, fino a 84 mila al giorno. Un traguardo che abbiamo superato: ne potremo fare 89 mila al giorno, con una crescita del 47 per cento su maggio”, spiega Arcuri. “Al 31 dicembre il 28 per cento degli italiani sarà stato sottoposto a tampone, ove necessario: circa un italiano su tre”, conclude il commissario straordinario.

Codogno, riapre il Pronto Soccorso ma il primo paziente è un sospetto caso di Covid

Questa mattina ha riaperto ufficialmente il Pronto Soccorso dell’ospedale di Codogno, chiuso dalla notte tra il 20 e il 21 febbraio scorso dopo la scoperta del primo caso di coronavirus in Italia. Si trattava dello sportivo Mattia, il paziente uno, che per oltre un mese ha lottato contro il virus, in coma.

Arcuri

Ora Mattia è guarito, e deve la sua vita all’intuizione dell’anestesista, la dottoressa Annalisa Malara, che decise di rompere il protocollo ed effettuare un tampone nonostante il 38enne di Codogno non rientrasse nella casistica prevista dal Ministero della Salute per la diagnosi da Covid-19. Ieri la dottoressa è stata nominata Cavaliere al merito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

E proprio questa mattina un primo paziente sospetto Covid ha fatto ingresso al pronto soccorso. L’uomo è febbricitante, e presenta sintomi specifici del contagio. Immediatamente è stato instradato su un percorso dedicato che lo isola dagli altri malati.

 

Ti potrebbe interessare anche: Coronavirus, primo cluster di importazione dall’estero: isolata famiglia appena sbarcata da Chicago

Coronavirus, primo cluster di importazione dall’estero: isolata famiglia appena sbarcata da Chicago