Anziana uccisa all’Infernetto: terminate le indagini. La badante rischia l’ergastolo

Terminate le indagini, ora la badante kazaka dell'anziana donna rischia l'ergastolo.

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Rischia l’ergastolo la badante kazaka accusata dell’omicidio di Maria Luisa Lombardi. La donna è stata incastrata dalle telecamere di videosorveglianza, che hanno immortalato le atroci sevizie che subiva l’anziana (leggi qui).

Infernetto: anziana uccisa a calci e pugni. La badante ora rischia l’ergastolo

Si sono concluse le indagini per l’omicidio di Maria Luisa Lombardi, l’anziana residente in una villa dell’Infernetto morta all’età di 81 anni al San Camillo di Roma dopo ore di agonia. Fin da subito l’indiziata numero uno è stata la badante 52enne della donna. Ad incastrarla sarebbero state le incontrovertibili immagini delle telecamere di videosorveglianza posizionate nell’abitazione. I video ispezionati a fondo dagli inquirenti sono stati fondamentali per indirizzare le indagini nei confronti della badante kazaka.

Nei video registrati si vedono le atroci sofferenze dell’anziana donna, che in silenzio subiva quotidianamente percosse, calci, pugni e gomitate da parte di colei che avrebbe dovuto accudirla, vista l’età avanzata e la malattia di cui soffriva: l’Alzheimer.

Il giorno dell’omicidio

Era il 7 maggio 2020 quando intorno alle 17 del pomeriggio la 52enne avrebbe iniziato le sevizie, il tutto sotto l’occhio delle telecamere. Per prima cosa la badante avrebbe tirato giù dal letto la donna afferrandola per i piedi. Poi si sarebbe allontanata per tornare in seguito e sferrarle diverse gomitate al volto e sul petto. Non paga, avrebbe preso la donna per i capelli scaraventandola a terra e facendole sbattere la testa sul pavimento.

Infine, la messa in scena. La badante avrebbe cambiato le lenzuola, pulito a terra e solo dopo avrebbe chiamato i parenti che in quel momento erano in giardino, esortandoli a correre perchè Maria Luisa era “caduta”.

Da lì la chiamata ai soccorsi. Secondo il piano la badante avrebbe previsto di fuggire poco dopo. Ma a “rovinare” il programma ci avrebbe pensato il genero dell’anziana, un tecnico del suono, che insospettito è andato subito a controllare le immagini delle telecamere, e rendendosi subito conto della gravità della situazione avrebbe chiamato le forze dell’ordine.

L’accusa

Omicidio volontario con aggravante della “crudeltà”. Sono queste le accuse per la badante che ora potrebbe rischiare l’ergastolo. La pm titolare dell’inchiesta Daniela Cento, ne ha sottolineato la “freddezza glaciale” e nessuna parvenza di pentimento.

In attesa del processo la famiglia si affida alla giustizia.

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