Allevamenti intensivi: in Italia 45 milioni di animali costretti a sofferenze terribili, a rischio anche la salute umana

“Troppi animali negli allevamenti in gabbia”, l’Italia è al 17esimo posto in Ue. Preoccupano anche le condizioni igeniche, nuovi virus si stanno sviluppando all’interno degli allevamenti
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Gli allevamenti intensivi sono un pericolo per la salute umana, considerando che sono tra i primi incubatori di virus potenzialmente pandemici (leggi qui), ma anche una fonte di enormi sofferenze per gli animali costretti in gabbia. L’Italia si piazza molto in basso nella classifica europea (17esima posizione) per la quantità di animali ancora allevati tra le sbarre: oltre 45 milioni di galline, conigli, maiali, oche, anatre, condannati vivere in gabbie che nella maggior parte dei casi sono così strette da non permettere loro neanche di muoversi.

Allevamenti intensivi, in Italia 45 milioni di animali costretti tutta la vita in gabbia

A pubblicare la classifica degli allevamenti intensivi che utilizzano le gabbie è la Coalizione italiana End the Cage, che invita i cittadini a inviare messaggi social ai ministri della Salute Roberto Speranza e delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, chiedendo l’impegno del governo per avviare la transizione a sistemi senza gabbie.

“Galline, scrofe, conigli, quaglie, anatre e oche sono allevati in gabbie che limitano molto seriamente la loro possibilità di muoversi, costringendoli a una vita misera e piena di sofferenze“, sottolinea la Coalizione End The Cage, costituita da Lav, Legambiente, Animal Equality, Animalisti italiani, Enpa e Oipa.

Il ministro Speranza ha già dichiarato la propria disponibilità ad aprire un dialogo sulla transizione a sistemi senza gabbia per le scrofe, mentre finora, riferisce la Coalizione, nessun segnale di apertura al dialogo è stato ricevuto dalle associazioni da parte della ministra Bellanova.

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Preoccupa anche la capacità degli allevamenti industriali intensivi di rappresentare i perfetti incubatori di nuovi virus, che in alcuni casi hanno già compiuto la mutazione ed effettuato il passaggio all’uomo. Come nel caso della Cina, dove è stato scoperto un virus negli allevamenti intensivi di maiali che si è trasmesso agli allevatori (leggi qui).

La dismissione delle gabbie dagli allevamenti è urgente perché risponde a un’istanza etica di milioni di cittadini europei ed è coerente con la crescente attenzione anche a livello europeo per il benessere animale e la sostenibilità, così come tracciato nel Green Deal”, hanno dichiarato le associazioni.

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“Far uscire dall’invisibilità le sofferenze di decine di milioni di animali è un dovere etico di ogni Paese civile e democratico e ci auguriamo che i nostri Ministri avviino al più presto una transizione verso sistemi senza gabbie, per far sì che l’Italia non resti indietro in questa battaglia di civiltà in difesa degli animali”, sottolinea la Coalizione.

Le associazioni invitano i cittadini a inviare messaggi social ai due ministri ricordando che in Italia il 62% delle galline e la quasi totalità di scrofe, conigli e quaglie sono ancora allevati in gabbia.

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