Federbalneari Italia saluta il 2019 con una lettera aperta in cui fa il bilancio degli ultimi dieci anni per il comparto. “Dal 2009 nessuna norma ha riordinato il sistema concessorio – fa presente il direttore Marco Maurelli – tanti governi si sono susseguiti, ma nessuna vera riforma è stata posta in essere. L’inerzia della politica non aiuta un settore che già è in pesante sofferenza e che si appresta ad affrontare la scadenza delle concessioni senza chiarezza sul futuro”. In sostanza, l’associazione teme che la proroga di quindici anni vagliata dal precedente governo finisca per ridursi a un semplice tentativo di prendere tempo. “E’ necessario consentire al modello attuale di valutare in senso economico come ‘fare impresa’ dal 2033 in poi – insiste infatti Maurelli, che avverte – il blocco degli investimenti nel comparto turistico sarà una naturale conseguenza della progressiva destabilizzazione di un indotto che non avrà più spazi economici di sviluppo”. Dunque, Federbalneari chiede di scrivere il nuovo modello turistico integrato costiero con un occhio attento alle imprese che operano nel settore, aggregandole in rete e avviando una seria riforma dei canoni concessori. “Il governo – conclude Maurelli – ha l’obbligo di non essere inerte e di non lasciare alla burocrazia, nè tantomeno alla giustizia amministrativa, il compito di riscrivere il quadro regolatorio”.