Ogni giorno sulle strade italiane muoiono nove persone, per oltre 3000 decessi all’anno. Solo nel territorio urbano di Roma, escluso il Gra, nel 2019 la polizia locale ha registrato 111 vittime e 12.827 feriti, oltre un terzo sono pedoni, mentre aumentano rispetto al 2018 i ciclisti uccisi. L’ultimo gravissimo episodio si è verificato sulla Cristoforo Colombo all’altezza dell’Infernetto dove una persona in sella alla sua bici ha perso la vita. “Da tempo chiedo al ministro delle Infrastrutture, alla Regione e al Comune di Roma il riconoscimento dello spazio ciclistico sulla Colombo – ha commentato Gianfranco di Pretoro della “Federazione Ciclistica Italiana” – una semplice corsia di rispetto, visto che tra motorizzati e amanti delle due ruote non può esserci convivenza. Purtroppo tutto tace e si continua a morire”. Tra le cause degli incidenti senza dubbio ci sono: imprudenza, distrazione e mancato rispetto dei limiti di velocità da parte degli automobilisti. Anche l’uso del cellulare alla guida rappresenta un problema. Ma non sono le uniche ragioni. Raffaele Paciocca della Cisl punta il dito contro lo stato in cui sono tenute molte strade della città. “Un’adeguata manutenzione che renda l’asfalto liscio e un’accurata potatura degli alberi adiacenti alle arterie rappresentano una priorità”. Intanto, prenderà il via proprio a Roma il “Centro di eccellenza per la sicurezza stradale”. Il progetto pilota vedrà impegnati Polizia, Università “Sapienza”, Asl Roma1 e “Fondazione Ania” per prevenire e ridurre il numero degli incidenti attraverso canali di informazione e sensibilizzazione nelle scuole, nei centri di aggregazione sociale e l’impiego di task-force in grado di adottare strategie adeguate.