“La versione della famiglia Borghese non regge”: con queste parole, le associazioni “La Lente” e “Latium Vetus” rispondono ai proprietari degli immobili del Borgo di Pratica di Mare. “Contrariamente a quanto sostiene la società ‘Nova Lavinium’, riconducibile ai borghese – spiegano le associazioni – all’interno del complesso medievale c’e’ almeno un’unità immobiliare di proprietà di soggetti terzi.

Che dire poi delle due libere del Comune di Pomezia, datate 1939 e 1951, relative alla denominazione delle strade da sempre liberamente accessibili a chiunque e sulle quali insistevano peraltro edifici pubblici come l’ufficio postale?

Infine, la consulente storica di parte sostiene che il borgo andrebbe considerato una ‘fabbrica rurale‘, ovvero un manufatto di campagna, cosi’ come le case coloniche per i vagabondi, i magazzini e le stalle. Motivo per cui le strade sarebbero da considerare come cortili, recinti di muro, orti e giardini. Su una cosa siamo d’accordo con la società Nova Lavinium – concludono La Lente e Latium Vetus – se c’erano dubbi, come mai il Comune non ha attivato a suo tempo i propri poteri di verifica?”