Un’angosciosa corsa contro il tempo sulle sponde del bacino lacustre dei Castelli Romani. A Castel Gandolfo, in via Spiaggia del Lago, si sono perse le tracce di un uomo di 87 anni affetto da problemi di salute. L’uomo è stata trovato senza vita nel lago. Per l’emergenza era scattata un’imponente operazione di nuclei specializzati, che non hanno potuto salvarlo.
Droni, motoscafi dei sommozzatori e unità cinofile impegnate a scandagliare il bacino lacustre e la vegetazione, per rintracciare l’anziano malato prima del buio
L’allarme era scattato alle ore 18:00, quando la Sala Operativa del Comando dei Vigili del Fuoco di Roma ha ricevuto la segnalazione del mancato rientro e dell’allontanamento volontario dell’anziano.
L’87enne, le cui condizioni mediche richiedevano un’attenzione tempestiva e costante, si era incamminato nella zona di via Spiaggia del Lago, facendo perdere ogni contatto con la famiglia e i conoscenti. Vista la fragilità dell’uomo e la vicinanza strategica al bacino d’acqua, la macchina dei soccorsi si era a quel punto attivata immediatamente, per perimetrare l’area e avviare le perlustrazioni senza ritardi.
La Task Force dei Vigili del Fuoco sul campo
Per far fronte alle complessità morfologiche del territorio, la Sala Operativa ha inviato sul posto la squadra 15/A di Marino, supportata da una batteria imponente di nuclei altamente specializzati del Comando provinciale. L’area di via Spiaggia del Lago è stata trasformata in un vero e proprio quartier generale delle operazioni.

I Vigili del Fuoco hanno messo in campo il nucleo TAS (Topografia Applicata al Soccorso) per la mappatura satellitare e l’assegnazione delle griglie di ricerca, mentre le Unità Cinofile hanno iniziato a battere a raggio di corsa la macchia vegetale e le vie d’accesso al lungolago, seguendo le possibili tracce olfattive lasciate dall’anziano.
Droni in volo e sommozzatori nelle acque del lago
La ricerca si era sviluppata in parallelo su terra, aria e acqua. Dall’alto, i piloti del nucleo SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto), avevano per questo, fatto alzare in volo i droni equipaggiati con termocamere e sensori ad alta definizione per scandagliare la fitta vegetazione e le zone perimetrali dell’invaso non visibili da terra.
Contemporaneamente, il nucleo Sommozzatori era entrato in azione nelle acque di Castel Gandolfo con un’imbarcazione dedicata, dando il via alle operazioni di scandagliamento del fondale lungo la fascia costiera. A supporto nelle aree più impervie operavano anche gli specialisti del nucleo SAF (Speleo Alpino Fluviale), pronti ad calarsi lungo i pendii scoscesi che circondano il bacino.
L’impegno continuo e il presidio delle forze dell’ordine
Sul luogo delle ricerche fin da subito presenti anche le Forze dell’Ordine per coordinare i rilievi istituzionali, raccogliere le ultime testimonianze utili e gestire la viabilità lungo la strada che costeggia il lago. Le operazioni sono proseguite senza sosta su tutto il perimetro lacustre, con i soccorritori impegnati a sfruttare ogni strumento tecnologico e risorsa umana a disposizione per rintracciare l’87enne e riportarlo al sicuro nel più breve tempo possibile.
Il tragico epilogo delle ricerche e il ritrovamento nel lago
Le speranze di ritrovare in vita l’anziano scomparso da via Spiaggia del Lago si sono purtroppo spente con il passare delle ore. Le operazioni di perlustrazione condotte a tutto campo dai nuclei specializzati dei Vigili del Fuoco hanno portato al drammatico ritrovarmento del corpo dell’uomo, privo di vita, all’interno del bacino lacustre di Castel Gandolfo.
Gli specialisti del nucleo Sommozzatori, impegnati da subito con l’imbarcazione per lo scandagliamento dei fondali e dello specchio d’acqua, hanno individuato la salma e stanno completando le delicate manovre di recupero per riportarla a riva. Sul posto sono presenti i soccorritori e le forze dell’ordine per la formale identificazione e l’espletamento dei rilievi medico-legali disposti dall’autorità giudiziaria.


















