Momenti di forte tensione e disordini nel centro di Roma per lo sciopero nazionale studentesco promosso nell’ambito del «No Meloni day». La manifestazione, che ha visto la partecipazione di migliaia di ragazzi (circa ventimila secondo gli organizzatori), è stata contrassegnata da episodi di violenza nel corso del tragitto che dal Colosseo e dai vari punti di concentramento ha condotto i cortei fino al Ministero dell’Istruzione e del Merito in viale Trastevere.
Migliaia di studenti in corteo a Roma: lanci di petardi ed estintori contro il Ministero. Tensione e bandiere bruciate in via Marmorata. La Questura: «Identificazioni in corso»
I primi momenti di scontro si sono registrati durante il passaggio in via Marmorata, dove un gruppo di manifestanti incappucciati ha rovesciato per strada cestini e cassonetti dei rifiuti, scagliando poi petardi e bottiglie di vetro in direzione delle forze dell’ordine. In alcuni punti del corteo sono state anche bruciate le bandiere degli Stati Uniti e di Israele.
La tensione si è alzata ulteriormente all’arrivo sotto la sede del Ministero dell’Istruzione.
Qui alcuni studenti hanno intonato cori contro il ministro Valditara («Noi da qui non ce ne andiamo», «Valditara esci dal palazzo» e «Vogliamo più aule, non più bombe»), scagliando petardi, bombe carta e svuotando estintori contro la scalinata e la linea delle forze dell’ordine, schierate in tenuta antisommossa, prima di lanciare anche gli stessi involucri metallici contro gli agenti.
Le motivazioni della protesta
Tra i cartelli e gli striscioni in testa al corteo spiccano rivendicazioni sulle infrastrutture e sulla politica estera: «Soldi alla scuola, non alla guerra» e «A scuola nessuno è straniero».
Le ragioni del corteo: edilizia scolastica, carovita e il «tetto» agli stranieri

I motivi della mobilitazione spontanea — che si inserisce in una scia di proteste che sta interessando anche altri Paesi europei come Francia, Spagna e Germania — spaziano dal degrado degli edifici scolastici fino all’opposizione ad alcune recenti riforme dell’esecutivo.
Fondi e carovita. «Chiediamo che i 13 miliardi di euro stanziati per il riarmo e l’industria bellica vengano destinati alla scuola pubblica, dove gli istituti cadono a pezzi», spiega Laura Teresi del collettivo Osa Roma.
Decreto scuola e 4+2. Contestati il tetto massimo del 30% per le presenze di studenti stranieri nelle classi, la stretta sui veli (burqa e niqab) e la riforma degli istituti tecnici e professionali.
Sostegno alle occupazioni: La protesta raccoglie il malcontento delle ultime occupazioni cittadine, tra cui quelle del Levi Civita e del Lattanzio a Roma Est.
Secondo gli organizzatori dell’Osa, le piazze odierne avrebbero coinvolto complessivamente 400mila persone in tutta Italia, con mobilitazioni parallele in città come Milano, Torino, Firenze e Genova. «Il 30 ottobre aderiremo allo sciopero generale e il 20 novembre allo sciopero studentesco europeo contro la guerra», annunciano i rappresentanti dei collettivi.
La versione della Questura
In una nota ufficiale diffusa al termine della mattinata, le forze dell’ordine hanno ricostruito la gestione dell’ordine pubblico, definendola particolarmente complessa a causa della concomitanza con importanti appuntamenti istituzionali (come la memoria della deportazione degli ebrei romani e il vertice internazionale dei Presidenti dei Parlamenti europei).
Secondo le autorità, l’evento è stato gestito inizialmente con un approccio di «low profile» per garantire spazi di agibilità ed espressione in sicurezza. Riguardo alle intemperie, la Questura sottolinea che: «Un ristretto gruppo di soggetti travisati ha posto in essere reiterate azioni destabilizzanti a danno degli operatori, con lanci di bottiglie e bombe carta. L’azione di questa componente minoritaria non ha tuttavia inciso sull’efficacia della strategia complessiva».
I filmati e il materiale raccolto dalla Polizia Scientifica sono ora al vaglio degli investigatori della Digos per identificare i responsabili e attribuire le relative responsabilità penalmente rilevanti. La manifestazione si è poi conclusa intorno alle 14 nell’area di Città dell’Altra Economia, dove la situazione è gradualmente tornata alla normalità.
















