“Preferisco vivere un minuto a manetta che una vita a dire aspetta!”. Chi era Manolo Bracaglia deceduto in moto a Roma nello scontro con un’auto

Una frase profetica ha preceduto il tragico incidente stradale in cui ha perso la vita a bordo della sua moto Manolo Bracaglia

Si chiamava Manolo Bracaglia il motociclista deceduto a Roma dopo lo scontro fatale tra la sua Kawasaki Ninja e un’autovettura modello Hyundai i20.

Una frase profetica ha preceduto il tragico incidente stradale in cui ha perso la vita a bordo della sua moto Manolo Bracaglia

motociclista deceduto nell’impatto fatale avvenuto nel quadrante periferico meridionale della metropoli

Il violento impatto si è verificato nel tardo pomeriggio di ieri, mercoledì 14 ottobre, in via della Falcognana situata nel quadrante periferico meridionale della città all’altezza del civico 90 dove, per cause in corso di accertamento da parte degli agenti del IX Gruppo Eur della Polizia Locale di Roma Capitale intervenuti sul posto.

Uno scontro avvenuto di fronte agli occhi di numerosi testimoni che hanno potuto allertare subito i soccorsi senza tuttavia riuscire a evitare il peggio.

Nonostante l’arrivo sul posto di un’eliambulanza del servizio ARES118 e l’immediato intervento del personale di soccorso per il 41enne non c’è stato nulla da fare. L’uomo è, infatti, deceduto sul posto.

La passione per le moto

Alla guida dell’auto di marca straniera si trovava un 35enne di nazionalità italiana che è stato trasferito al Nuovo Ospedale dei Castelli per le cure del caso e per essere sottoposto ai test tossicologici di rito per escludere l’eventuale presenza nel sangue di alcool o di sostanze proibite.

Manolo Bracaglia era un grande appassionato delle due ruote, sui profili social campeggiano le foto che lo ritraggono vicino alla sua Kawasaki e una frase, in breve, che ora assume tutt’altro tenore alla luce della tragedia in cui il 41enne ha perso la vita. “Preferisco vivere un minuto a manetta che una vita a dire aspetta!”

Non si tratta, certamente, di un inno alla velocità o un incitamento a condotte caratterizzate da una mancanza di rispetto per la propria e l’altrui incolumità. Il significato, sicuramente metaforico, suona come un’invocazione a vivere la vita in tutta la sua pienezza e, purtroppo, nel suo caso ancora troppo breve per essere stroncata da un altro tragico incidente sulle strade della capitale.

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