Pedone precipita e finisce in una voragine: corsa contro il tempo al Parco della Caffarella

Il terreno cede e fa sprofondare il pedone in una voragine: intervento degli elicotteristi del nucleo Speleo Alpino Fluviale per calarsi nella spaccatura alla Caffarella

Momenti di autentico terrore si sono vissuti nella giornata odierna all’interno del Parco della Caffarella a Roma. Una persona è improvvisamente precipitata all’interno di una profonda voragine nascosta da una fitta barriera di rovi, rendendo necessario l’immediato e complesso intervento dei Vigili del Fuoco per il suo tempestivo recupero.

Il terreno cede e fa sprofondare il pedone in una voragine: intervento degli elicotteristi del nucleo Speleo Alpino Fluviale per calarsi nella spaccatura alla Caffarella

Il tranquillo scenario del Parco della Caffarella, uno dei polmoni verdi più frequentati e amati della capitale, si è trasformato nell’arco di pochi istanti nel teatro di un incidente impressionante. Nella giornata odierna la terra ha ceduto all’improvviso, aprendo una voragine profonda nel terreno.

Ad allarmare enormemente i primi soccorritori è stata la posizione particolarmente insidiosa della spaccatura, completamente ricoperta e occultata da una fitta e impenetrabile vegetazione di rovi acuminati. La persona coinvolta è sprofondata all’interno della cavità, rimanendo letteralmente inghiottita e bloccata nell’oscurità sottostante, impossibilitata a risalire autonomamente a causa delle pareti scoscese e della barriera spinosa che sigillava l’apertura.

L’allarme alla Sala Operativa e la tempestiva mobilitazione

Non appena la segnalazione dell’incidente è giunta alla Sala Operativa del Comando dei Vigili del Fuoco di Roma, la macchina dei soccorsi si è attivata con la massima urgenza. Considerata la gravità dello scenario e l’estrema pericolosità del sito, sono stati inviati sul posto i soccorritori del distaccamento Tuscolano 3/A unitamente agli specialisti del Nucleo SAF, la squadra altamente qualificata nelle operazioni Speleo Alpino Fluviali.

La presenza degli esperti in manovre cordiste e sotterranee si è rivelata fondamentale per gestire una situazione di soccorso ad alto rischio all’interno di un contesto naturale impervio e privo di punti di appoggio stabili.

Le complesse operazioni di discesa e recupero

Una volta arrivati nel cuore del Parco della Caffarella, i Vigili del Fuoco si sono trovati di fronte a un’operazione delicata e rischiosa. Per prima cosa gli operatori hanno dovuto farsi strada a forza, tagliando la vegetazione e aprendo un varco praticabile tra i fitti rovi che ostruivano l’ingresso della cavità.

Creata la via d’accesso, gli specialisti del Nucleo SAF si sono imbracati e calati nell’oscurità della voragine con tecniche speleologiche per raggiungere la persona precipitata. Con estrema cautela per evitare ulteriori crolli di terreno o ferimenti causati dalle spine, i soccorritori sono riusciti a stabilizzare la vittima all’interno dell’invaso e a metterla in sicurezza, completando la complessa manovra di risalita verso la superficie.

L’assistenza sanitaria e gli accertamenti delle autorità

Una volta riemersa dalla voragine e portata in salvo sul piano di campagna, la persona soccorsa è stata immediatamente presa in carico dal personale sanitario dell’ARES 118, giunto tempestivamente sul posto con un’ambulanza. I medici e gli infermieri hanno prestato le prime cure necessarie e avviato le valutazioni cliniche per verificare le condizioni generali di salute e accertare l’eventuale presenza di traumi, ferite da schiacciamento o lesioni causate dalla caduta e dai rovi.

Sul luogo del soccorso evento erano presenti anche gli agenti della Polizia di Stato per coordinare la sicurezza dell’area, effettuare i rilievi di rito e avviare le verifiche sulla dinamica del crollo e sulla stabilità del terreno del parco.