Operazione chirurgica dall’esito sorprendente su un 13enne ricoverato al Bambino Gesù di Palidoro

Operazione chirurgica dall’esito sorprendente su un’adolescente curato dagli specialisti dell’ospedale tirrenico

Un’operazione chirurgica dall’esito sorprendente ha permesso a un ragazzino di 13 anni ricoverato all’ospedale Bambino Gesù di Palidoro di liberarsi di misteriosi dolori agli arti inferiori che sembravano non avere alcuna causa plausibile.

Operazione chirurgica dall’esito sorprendente su un’adolescente curato dagli specialisti dell’ospedale tirrenico

Tutto era iniziato tre anni fa da una banale caduta dalla bicicletta quando il paziente era ancora un bambino, una ferita sul fianco che sembrava superficiale poi un lungo silenzio durato ben tre anni.

Il ragazzo di 13 anni ha convissuto per tutto questo tempo con una leva del freno di 5,5 centimetri conficcata nella schiena, continuando a fare sport e a svolgere la sua vita di tutti i giorni senza avvertire particolari disturbi.

L’incredibile scoperta

Una vicenda al limite dell’incredibile, risolta grazie a un delicato e complesso intervento chirurgico condotto dagli specialisti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù nella sede di Palidoro, in provincia di Roma.

A tradire la presenza dell’oggetto metallico sono stati alcuni dolori alla gamba destra, seguiti da fastidi diffusi ma difficili da localizzare ad entrambi gli arti inferiori. I primi esami neurologici non avevano mostrato alcuna anomalia, ma la persistenza dei sintomi ha spinto i medici a prescrivere una radiografia della colonna vertebrale.

Dalla lastra è emersa una realtà sconcertante: un corpo metallico allungato e ricurvo posizionato nella regione lombare, a un passo da un’importante radice nervosa.

Grazie agli approfondimenti condotti tramite tomografia computerizzata, i sanitari sono riusciti a ricostruire l’incredibile tragitto compiuto dal pezzo di metallo. Penetrato dal fianco sinistro durante la caduta di tre anni prima, l’oggetto si era spostato progressivamente nel corpo fino ad adagiarsi in prossimità del forame di coniugazione tra la terza e la quarta vertebra lombare. In quel punto passa la radice nervosa fondamentale per il movimento e la sensibilità delle gambe.

A proteggere il giovane da danni immediati è stata una reazione biologica dell’organismo: nel tempo, attorno al metallo si era formato uno spesso strato di tessuto fibroso che lo aveva isolato, impedendo complicanze precoci ma rendendo la rimozione estremamente insidiosa.

L’operazione chirurgica

L’operazione, durata circa tre ore, ha visto i chirurghi intervenire attraverso una piccolissima incisione posteriore. La fase più delicata è stata la cosiddetta neurolisi, ovvero la liberazione e la separazione del nervo dalle aderenze e dal frammento metallico, eseguita con millimetrica precisione per non compromettere la funzionalità motoria del ragazzo. Estratta la leva integra, la vicenda ha avuto il suo lieto fine.

Il decorso postoperatorio si è rivelato rapido e privo di intoppi: il tredicenne ha ripreso ad alzarsi già la mattina successiva ed è stato dimesso nel giro di pochi giorni. I controlli di follow-up hanno confermato la totale assenza di lesioni o strascichi neurologici, restituendo al giovane una vita del tutto normale dopo un incubo rimasto invisibile per tre anni.