Degrado profondo, rischi per la sicurezza e grave incuria ambientale soffocano il Parco e il Fosso delle Tre Fontane. Un sopralluogo di FdI insieme ad un gruppo di residenti, ha portato alla luce una situazione critica tra cumuli di rifiuti, insediamenti abusivi, tombini pericolosi ed episodi di violenza.
Sotto il cavalcavia del Parco delle Tre Fontane spunta un villaggio abusivo con cucine da campo: presentata un’interrogazione urgente per fermare il degrado dell’area
Una situazione di forte degrado, incuria diffusa e concreti pericoli per l’incolumità pubblica avvolge l’area verde compresa tra il Parco e il Fosso delle Tre Fontane, nel territorio del Municipio VIII di Roma.
Per toccare con mano le continue segnalazioni inviate dai residenti del quartiere, sul posto si sono recati alcuni referenti di FdI tra cui Piergiorgio Benvenuti, responsabile del Dipartimento Ambiente della Federazione Romana e Sabrina Vicino, consigliera del Municipio VIII, oltre ad un folto gruppo di cittadini che vivono quotidianamente questo dramma.
Il percorso di verifica è iniziato da Largo Leo Longanesi per poi snodarsi fino a via del Tintoretto, toccando anche la complessa area dei fornici situati sotto il cavalcavia di via Ballarin e le sponde del fosso, dove sono state riscontrate una serie di gravi criticità ambientali e igienico-sanitarie, non più rinviabili.

Tombini killer accanto agli edifici scolastici
Tra le problematiche più eclatanti riscontrate durante la camminata c’è la presenza di diversi tombini lesionati ed evidenziati come fonte di serio pericolo per la sicurezza dei frequentatori del parco.
Ciò che aumenta la gravità del quadro è la diretta vicinanza dell’area verde all’Istituto Comprensivo “M. Poggiali – S. Spizzichino”, struttura scolastica che accoglie ogni giorno centinaia di alunni tra scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, che rendono prioritario proteggere i bambini e i nuclei familiari che attraversano quel tratto di quartiere per raggiungere i plessi scolastici.
Discariche nel fosso tra motorini e rischio esondazione
Particolarmente drammatico si presenta lo stato del Fosso delle Tre Fontane, elemento di indiscutibile rilevanza storico-ambientale per la Capitale. Gli ispettori e i cittadini hanno documentato l’ostruzione quasi totale del corso d’acqua a causa di tonnellate di rifiuti abbandonati tra la vegetazione incolta.
Nel letto del canale e lungo i suoi argini giacciono materassi, quintali di bottiglie di plastica, materiali ingombranti, pneumatici, fino ad arrivare a veicoli come motorini e monopattini abbandonati.
Tale condizione, oltre ad alimentare una diffusa presenza di ratti richiamati dalla sporcizia, desta enorme preoccupazione sotto il profilo idraulico: l’accumulo di detriti rischia infatti di impedire il regolare deflusso delle acque nei periodi di pioggia intensa, aumentando il pericolo di esondazioni, senza contare il rischio di incendi estivi legato all’erba alta e ai materiali infiammabili.
L’insediamento abusivo sotto il cavalcavia di via Ballarin
Durante l’ispezione è emersa un’altra realtà da tempo segnalata dal vicinato: un vero e proprio villaggio abusivo sorto sotto il cavalcavia di via Ballarin. «Abbiamo riscontrato una situazione di forte degrado sotto il cavalcavia di via Ballarin, dove sarebbe sorto un vero e proprio insediamento, con una presenza stimata di circa 30-40 persone – hanno dichiarato Piergiorgio Benvenuti e Sabrina Vicino durante le verifiche –. Nell’area sono stati segnalati accampamenti, letti, materassi, cucine da campo e impianti elettrici alimentati da batterie, la cui provenienza non è nota. Una situazione che richiede verifiche e interventi concreti per affrontare il problema dell’abbandono dei rifiuti, ripristinare condizioni igienico-sanitarie adeguate e tutelare l’ambiente. Il Fosso delle Tre Fontane non può essere lasciato in queste condizioni: occorre intervenire con una bonifica e un programma di manutenzione».

Allarme sicurezza, spaccio ed episodi di violenza
La totale mancanza di controllo si riflette negativamente anche sulla sicurezza personale di chi vive e passeggia nell’area. Durante la giornata di verifica, una residente ha raccontato ai presenti un grave episodio verificatosi lo scorso luglio, quando una donna è stata vittima di un tentativo di aggressione all’interno del parco.
A questo si aggiungono le continue segnalazioni da parte degli abitanti riguardanti presunti fenomeni di spaccio di sostanze stupefacenti durante le ore serali, favoriti dall’oscurità e dalla mancanza di sorveglianza adeguata, un fattore che spaventa le famiglie, i ciclisti e i pedoni.
Arredi urbani a pezzi e manutenzione assente
Il quadro di abbandono si completa con lo stato fatiscente degli arredi urbani e delle infrastrutture pubbliche gestite dall’amministrazione. Delle dieci fontanelle presenti nell’area verde per l’approvvigionamento d’acqua, soltanto tre risultano attualmente funzionanti.
Inoltre, le attrezzature destinate alla ginnastica all’aperto lungo la pista ciclabile sono letteralmente sommerse ed erose dall’erba incolta, mentre le panchine si presentano divelte o lesionate. La stessa segnaletica del percorso ciclabile e pedonale necessita di immediati interventi di ripristino per garantire una corretta fruibilità .
L’interrogazione e le richieste
A margine del sopralluogo, la consigliera municipale Sabrina Vicino ha confermato la presentazione di un’interrogazione urgente nel Municipio VIII per costringere l’amministrazione e gli uffici preposti ad agire. «La tutela del Parco e del Fosso delle Tre Fontane non riguarda soltanto la manutenzione degli spazi pubblici, ma anche la salvaguardia di un patrimonio storico-ambientale che merita attenzione e rispetto – hanno concluso Piergiorgio Benvenuti e Sabrina Vicino –. Chiediamo che si intervenga con urgenza per rimuovere i rifiuti, ripristinare condizioni adeguate di sicurezza, curare il verde e garantire una manutenzione costante dell’area. I cittadini hanno diritto a spazi pubblici decorosi, sicuri e fruibili».


















