Allarme epidemico tra i cani di Tivoli: intervento d’urgenza della ASL Roma 5 dopo la denuncia di REA 

Scontro a Tivoli sul progetto "Cani liberi e accuditi": denunciati animali malati e focolai emorragici sul territorio. Le autorità veterinarie confermano l'emergenza 

Bufera sanitaria nel Comune di Tivoli sulla gestione del randagismo e del progetto “Cani liberi e accuditi”. A denunciarlo e fare scattare l’allarme epidemico è REA, che ha segnalato gravi focolai infettivi e inadempienze amministrative, chiedendo le dimissioni immediate del Delegato al Benessere Animale, dopo l’intervento d’urgenza dei servizi veterinari e della Polizia Locale.

Scontro a Tivoli sul progetto “Cani liberi e accuditi”: denunciati animali malati e focolai emorragici sul territorio. Le autorità veterinarie confermano l’emergenza

La gestione della fauna randagia nel Comune di Tivoli, è finita in queste ore al centro di una bufera istituzionale che unisce emergenza sanitaria e scontro politico.

La vicenda ha avuto inizio lo scorso 9 ottobre durante un’attività di monitoraggio svolta sul territorio dal Coordinatore Comunale del REA (Rivoluzione Ecologista Animalista), Francesco Puleo.

Puleo, ha infatti dichiarato di aver individuato numerosi cuccioli versanti in precarie e preoccupanti condizioni di salute nell’area di Via della Bullica. Di fronte a questa urgente segnalazione però, come riferisce il coordinatore, si sarebbe registrata un’immediata diatriba: il Delegato comunale al Benessere Animale, avrebbe cioè minimizzato l’allarme derubricandolo pubblicamente sui canali social a “fake news”.

L’intervento della ASL Roma 5 e la conferma del problema sanitario

L’ipotesi che si trattasse di una falsa notizia, è stata invece spazzata via a stretto giro dall’intervento operativo delle forze dell’ordine e dei servizi veterinari competenti.

I controlli sul campo hanno confermato appieno la drammatica fondatezza del grido d’allarme lanciato dagli animalisti. Dei sette cuccioli rinvenuti in Via della Bullica, almeno quattro sono risultati affetti da severe e patologie infettive che necessitavano di cure immediate e salvavita. Per questi ultimi si è reso indispensabile l’affidamento d’urgenza alle cure dell’Associazione Animal Service, mentre per i restanti tre cuccioli la ASL Roma 5 ha dovuto attivare il protocollo di recupero sanitario e profilassi.

Focolai emorragici sul territorio e sospetti di epidemia

Il blitz dei soccorsi in Via della Bullica rappresenta un tassello di una criticità ben più vasta e radicata che interesserebbe l’intero territorio comunale tiburtino. Secondo i dossier e le documentazioni raccolte dal REA, numerosi cani reintrodotti nell’ambiente nell’ambito del progetto comunale “Cani liberi e accuditi” presenterebbero sintomi estremamente allarmanti.

Si parla di gravi affezioni respiratorie ed affezioni gastroenteriche di natura emorragica, chiare spie di possibili focolai infettivi in rapida diffusione tra i banchi di randagi.

Una situazione che sta mettendo in discussione la corretta esecuzione delle linee guida del progetto, dell’assistenza sanitaria e della sorveglianza periodica, imposte dalle leggi a tutela del benessere animale e della salute pubblica.

L’istanza formale e l’attacco del Segretario Nazionale REA

A fronte dell’aggravarsi del quadro epidemiologico, REA ha inoltrato una formale istanza a mezzo PEC indirizzata alla Polizia Locale di Tivoli ed al Servizio Veterinario della ASL Roma 5, pretendendo ispezioni a tappeto, il ricovero dei soggetti sintomatici ed un piano di monitoraggio continuo.

Sulla vicenda è intervenuta direttamente Gabriella Caramanica, Segretario Nazionale di REA: «Dinanzi a un’emergenza sanitaria comprovata dalle autorità competenti, chi rappresenta le istituzioni ha il dovere di intervenire con competenza e tempestività, non di dileggiare chi esercita una legittima funzione di controllo e tutela sul territorio».

La richiesta di dimissioni

La critica verso la governance del Comune ha portato alla richiesta delle dimissioni del Delegato al Benessere Animale: “Alla luce di una manifesta inadeguatezza gestionale e istituzionale». L’obiettivo primario ora, è la vigilanza per evitare nuovi casi.