Truffa della ballerina e del falso concorso: così i pirati informatici prendono il controllo di WhatsApp

L'allarme della Polizia Postale sul ritorno della truffa della ballerina e del finto voto online: come funziona il sistema cybercriminale che entra nel profilo della vittima

La Polizia Postale ha lanciato un nuovo allarme riguardo al ritorno su WhatsApp della celebre “truffa della ballerina”. Questa insidiosa frode informatica sfrutta un finto concorso di danza per ingannare gli utenti, spingendoli a condividere codici personali che consentono ai malintenzionati di accedere e controllare da remoto il proprio profilo.

L’allarme della Polizia Postale sul ritorno della truffa della ballerina e del finto voto online: come funziona il sistema cybercriminale che entra nel profilo della vittima

La cosiddetta “truffa della ballerina” è tornata a circolare con forza sulle chat di WhatsApp, mietendo nuovamente vittime in tutta Italia. A lanciare l’allerta ufficiale è la Polizia Postale attraverso un video informativo condotto dall’agente Pasquale, pubblicato sui canali social dell’istituzione.

Il meccanismo si attiva quando l’utente riceve un messaggio apparentemente inoffensivo che “invita a votare una giovane ballerina attraverso un link”. L’aspetto più ingannevole della vicenda risiede nel fatto che la richiesta di aiuto spesso non proviene da un numero sconosciuto, ma da una persona presente in rubrica o da un contatto conosciuto il cui profilo è già stato precedentemente compromesso dagli hacker.

La falsa pagina del concorso e la tecnica d’attacco

Cliccando sul collegamento ricevuto nel messaggio, la vittima viene reindirizzata verso una piattaforma web sapientemente strutturata. La schermata mostra diciture accattivanti come “Voto per i giovani talenti dell’accademia di danza” e presenta il nome di una fantomatica candidata, ad esempio “Eliška Dvořáková”.

Come evidenziato dalla Polizia Postale, “la pagina può sembrare quella di un vero concorso”, spingendo l’utente a fidarsi e a proseguire nell’operazione. A questo punto, il sistema fraudolento richiede la “conferma del voto” chiedendo di inserire il proprio numero di telefono. Contestualmente, la piattaforma spinge l’utente ad inviare o inserire un codice di verifica numerico recapitato sul proprio smartphone.

Il metodo d’intrusione e il pericolo silente

Il cuore della truffa risiede proprio nella gestione del codice temporaneo. In realtà, quella stringa numerica non serve a confermare alcuna preferenza artistica, ma costituisce il codice d’accesso per associare il profilo WhatsApp ad un nuovo apparecchio.

L’agente Pasquale spiega chiaramente il metodo utilizzato dai malintenzionati: “il codice ricevuto in realtà può permettere di collegare al vostro account i dispositivi dei criminali”. L’aspetto più inquietante ed insidioso dell’intera vicenda poi, è la totale assenza di segnali immediati d’allarme. Come sottolinea la Polizia di Stato, “potreste non accorgervene subito perché WhatsApp continua a funzionare normalmente” sul telefono della vittima, consentendo ai cybercriminali di spiare conversazioni e dati personali in totale riservatezza.

Come tutelare l’account e la sicurezza

Per evitare di cadere nella rete dei truffatori, la Polizia Postale ha sintetizzato una serie di indicazioni fondamentali da applicare all’istante. La prima regola aurea è quella di non immettere mai credenziali riservate: “non inserite numeri di telefono o codici ricevuti attraverso il link”.

Qualora si dovesse sospettare un’intrusione, è fondamentale verificare immediatamente lo stato della propria applicazione. Bisogna andare nelle impostazioni di WhatsApp, selezionare la voce “dispositivi collegati” e procedere a “rimuovere quelli che non riconoscete”.

Inoltre, viene raccomandato a tutti gli utenti di abilitare la “verifica in due passaggi”, uno strumento di protezione indispensabile per impedire accessi non autorizzati. Per segnalazioni, dettagli ed ulteriori consigli sulla sicurezza informatica, la Polizia invita infine a consultare il portaleweb ufficiale www.commissariatodips.it.