Le precipitazioni e gli allagamenti devastanti delle ultime ore, con cui stanno facendo ancora i conti i cittadini del litorale a sud di Roma, hanno provocato la comparsa di insoliti crostacei nelle aree verdi e cittadine. Dal Parco degli Acquedotti a Roma fino alle vie del quartiere Caere Vetus a Ladispoli, sono tante le segnalazioni di esemplari di gambero rosso della Louisiana emersi dai vicini corsi d’acqua.
Numerosi esemplari del crostaceo alieno avvistati al Parco degli Acquedotti e sul Litorale romano, ma gli esperti spiegano: “Meglio evitare di mangiare i gamberi della Louisiana”
A seguito delle violente ondate di maltempo che hanno interessato sia la Capitale sia la fascia costiera, sono aumentate le segnalazioni dei cittadini riguardanti la presenza del Procambarus clarkii, comunemente noto come gambero rosso della Louisiana o “gambero killer”.
Esemplari di questo crostaceo alieno sono stati fotografati mentre percorrevano i sentieri e le aree verdi del Parco degli Acquedotti a Roma, così come lungo i marciapiedi del quartiere Caere Vetus a Ladispoli.
Un fenomeno spiegato proprio in relazione alle piogge che, quando sono così intense da provocare esondazioni di canali e fossi di scolo, provocano la fuoriuscita di questi animali, che tendono ad abbandonare i propri corsi d’acqua di provenienza.
La loro spiccata resistenza fuori dal contesto acquatico poi, consente loro di spostarsi a lungo sulla terraferma alla ricerca di nuovi specchi d’acqua o di un rifugio, facendoli comparire frequentemente nei parchi pubblici o nelle strade cittadine.
L’impatto di una specie invasiva sull’ecosistema locale
La diffusione del gambero della Louisiana sia nell’area metropolitana romana sia lungo il litorale laziale, rappresenterebbe da tempo un grave problema per la tutela della biodiversità .
Si tratta di una specie prolifica, estremamente vorace e aggressiva, introdotta originariamente dall’uomo per fini commerciali e riproduttivi e oggi stabilizzata nelle acque dolci del territorio.
La sua dieta omnivora comprende anfibi, piccoli pesci, uova e piante acquatiche, minacciando direttamente la sopravvivenza della fauna e flora autoctone. Inoltre, l’abitudine di questo crostaceo di scavare profonde gallerie nelle sponde dei fossi e dei canali di bonifica finisce per indebolire gli argini, aumentando il pericolo di cedimenti e problemi idrogeologici durante le fasi di piena o di forte maltempo.
I pericoli sanitari: perché è opportuno evitare il consumo alimentare
Sebbene la carne di questo animale possa essere edibile se proveniente da allevamenti controllati e certificati, la raccolta improvvisata lungo i fossi, nei parchi urbani come quello degli Acquedotti o per le strade di Ladispoli, secondo gli esperti comporta rilevanti rischi per la salute.
Il gambero della Louisiana vive a stretto contatto con i fanghi di fondo ed è un organismo in grado di assimilare e accumulare nei propri tessuti inquinanti ambientali, batteri, tossine e metalli pesanti.
Le acque piovane di dilavamento cittadino trasportano idrocarburi, scarichi e residui chimici che si depositano nei corsi d’acqua dove risiedono i crostacei.
Di conseguenza, cibarsi di esemplari catturati in contesti urbani o di scolo potrebbe esporre facilmente a rischio di intossicazioni, poiché le normali cotture casalinghe potrebbero non neutralizzare le sostanze tossiche accumulate dall’animale.
Le raccomandazioni e il ruolo dei guardiaparco
Di fronte alla nuova comparsa di questi animali nelle vie o nei parchi pubblici, la condotta migliore raccomandata dagli esperti in queste ore è dunque il rispetto delle norme igieniche e della sicurezza personale.
È consigliabile non toccare gli esemplari a mani nude, sia per evitare contatti con patogeni o batteri presenti sulla loro superficie, sia per scongiurare dolorose pizzicate causate dalle robuste chele.
Qualora si notino dei gamberi a passeggio, la procedura corretta consigliata consiste nell’indicare la posizione esatta agli enti gestori delle riserve, ai guardiaparco competenti per territorio e le forze dell’ordine.Tale cooperazione consente alle autorità competenti di effettuare un monitoraggio costante sul contenimento della specie e di intervenire per la tutela della sicurezza e della fauna locale.

















