Maxi sequestro di rifiuti illegali a Ladispoli: sigilli della Finanza su tre tonnellate in ferro

Maxi sequestro di rifiuti illegali a Ladispoli dove venivano svolte procedure di smaltimento prive di autorizzazioni

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Foto di archivio

Un maxi sequestro di rifiuti illegali a Ladispoli è stato operato dai finanzieri del Comando provinciale di Roma che hanno apposto i sigilli su tre tonnellate di materiali in ferro non pericolosi e su sei veicoli che venivano utilizzati per lo smaltimento illecito degli scarti.

Maxi sequestro di rifiuti illegali a Ladispoli dove venivano svolte procedure di smaltimento prive di autorizzazioni

E’ stato smantellato in questo modo dai militari della Compagnia di Ladispoli un hub abusivo dove, in seguito a una serie di appostamenti, sono stati colti sul fatto i responsabili delle attività illecite mentre scaricavano i rifiuti presso un centro di raccolta della zona.

Il blitz

Il blitz delle Fiamme Gialle è scattato nell’ambito dei consueti controlli economici del territorio. I militari hanno sorpreso un primo furgone sospetto mentre varcava il cancello del centro di raccolta. Durante l’ispezione, il conducente è risultato totalmente sprovvisto dei formulari di identificazione dei rifiuti (FIR) e dei documenti idonei a certificare origine, natura e tracciabilità del carico.

Mentre i finanzieri avviavano i primi rilievi, la scena si è ripetuta in una sequenza quasi fotografica: altri quattro furgoni sono sfilati in rapida successione all’interno dell’impianto, tutti colmi di scarti ferrosi e anch’essi del tutto privi di documentazione legale. Un quadro probatorio schiacciante che ha spinto gli operanti ad agire con fermezza.

Il sequestro

L’operazione si è conclusa con il sequestro immediato dei furgoni e del materiale trasportato. I sigilli sono scattati anche per un sesto autocarro, già posizionato nel perimetro aziendale e pronto per il carico dei metalli stoccati illecitamente.

Il bilancio finale conta sei persone denunciate alla Procura della Repubblica di Civitavecchia: si tratta dei cinque autisti e del responsabile del centro di stoccaggio, accusati a vario titolo di conferimento non autorizzato e gestione illecita di rifiuti. Ai cinque trasportatori è stata inoltre ritirata e sospesa la patente di guida.

Le indagini proseguono ora sul piano tributario per l’accertamento dell’ecotassa, il tributo speciale volto a incentivare il riciclo i cui proventi sono destinati alle Regioni per la tutela dell’ambiente e la raccolta differenziata. L’intervento rientra nel piano d’azione della Guardia di Finanza a tutela dell’economia legale, a salvaguardia delle imprese virtuose e a contrasto del degrado ambientale.

E’ opportuno ricordare che qualsiasi persona denunciata, fermata, arrestata, indagata o rinviata a giudizio in ogni stato e grado del procedimento penale deve essere considerata innocente sino alla pronuncia di una sentenza di condanna nei suoi confronti.