Questa mattina, venerdì 9 ottobre 2026, la via Aurelia è stata nuovamente bloccata dalla protesta degli agricoltori. Tra Palidoro e Torrimpietra, trattori e manifestanti hanno paralizzato il traffico, rovesciando grano, ortaggi e frutta sull’asfalto per denunciare il caro carburante e una crisi economica insostenibile che continua a strozzare l’intero settore.
A Torrimpietra gli agricoltori tornano a bloccare il traffico: tensione e disagi sulla statale Aurelia tra presidi e striscioni
La via Aurelia è finita nuovamente al centro della rabbia degli agricoltori questa mattina, venerdì 9 ottobre 2026. La circolazione è rimasta fortemente rallentata e a tratti completamente bloccata nel tratto compreso tra Palidoro e Torrimpietra, alle porte di Roma. I manifestanti sono tornati ad occupare la carreggiata con i loro trattori, posizionandosi lungo la strada e impedendo il normale scorrimento dei veicoli.
A destare maggiore inquietudine e impatto visivo sono stati i gesti simbolici messi in atto sul manto stradale. Dalle immagini e dai filmati girati sul posto si vede il grano scaricato direttamente dai rimorchi agricoli lungo la linea di mezzeria.
Accanto ai cereali, sono stati sparsi per terra frutta e ortaggi spezzettati insieme a una bandiera italiana, mentre in un altro punto della carreggiata è stato persino sversato del latte annacquato da appositi contenitori e sono stati accesi fumogeni, trasformando l’arteria stradale in un teatro di aperta contestazione.
Tra i manifestanti seduti e i trattori schierati lo sconforto testimoniato anche dalle parole lette al megafono da uno dei portavoce: «Il popolo è sovrano e noi facciamo interrogazioni ai nostri governanti. Chi è stato eletto dal popolo ci deve dare delle risposte, e noi le vogliamo immediate, oggi stesso. Chiediamo scusa agli utenti per il disagio, non vogliamo far soffrire nessuno, ma la Polizia verifichi se in coda ci sono persone con problemi di salute o emergenze».
La precedente protesta di fine settembre e le ragioni della mobilitazione
Il blocco di questa mattina rappresenta la naturale prosecuzione di una mobilitazione esplosa già la settimana scorsa. Lo scorso 30 settembre 2026, intorno alle ore 18:00, l’Aurelia era stata bloccata da una ventina di trattori posizionati lungo una corsia di marcia tra Palidoro e Torrimpietra, all’altezza del chilometro 29. In quell’occasione gli agricoltori avevano lasciato libera la corsia opposta, causando comunque inevitabili e lunghi rallentamenti a singhiozzo.
Già in quella serata di fine settembre, il presidio permanente allestito a Torrimpietra aveva chiarito i motivi profondi della protesta. Il caro carburante e il costante aumento del gasolio agricolo rappresentano l’ennesimo colpo di grazia per un comparto ridotto allo stremo da oltre tre anni. L’accusa principale rivolta alle istituzioni e alla politica è quella di non aver mai protetto la produzione agricola italiana, consentendo alla grande distribuzione e ai mercati internazionali di sottopagare sistematicamente i prodotti locali.
Come evidenziato dagli stessi manifestanti, la maggior parte delle aziende lavora quotidianamente sotto i costi di produzione effettivi, impoverendo sia chi produce sia i consumatori finali.
Le richieste avanzate fin dal primo giorno comprendono un taglio immediato delle tasse sulla benzina agricola legate ai libretti UMA, l’applicazione rigorosa di prezzi minimi garantiti calcolati da ISMEA, il blocco dei trattati internazionali come il Mercosur e la sospensione temporanea delle rate dei mutui per evitare il fallimento delle aziende.
Un’esasperazione che non trova risposta a distanza di una settimana
A distanza di oltre una settimana insomma, dal grande presidio e dalle prime promesse di interessamento, la rabbia degli agricoltori non si è placata. Il silenzio delle istituzioni regionali e nazionali ha trasformato la preoccupazione in totale esasperazione. Nonostante gli appelli e la presenza sul campo di rappresentanti politici che avevano richiesto un intervento urgente verso il Governo e la Regione Lazio, nessuna risposta concreta è giunta alle aziende del territorio.
Gli agricoltori sottolineano come le difficoltà produttive dell’ultima annata abbiano esasperato la situazione oltre ogni limite sostenibile. I costi dei sementi e dei concimi sono schizzati alle stelle, mentre la resa dei raccolti è stata tra le più basse degli ultimi anni. Pagare il grano da seme a cifre altissime e doversi poi accollare i rincari del fertilizzante e del carburante senza alcuna garanzia di guadagno ha reso impossibile andare avanti.
La dimostrazione di questa mattina sull’Aurelia certifica che i produttori non intendono fare nemmeno un passo indietro: senza interventi immediati su tasse, contratti e sostegni economici, i blocchi stradali rischiano di diventare una presenza costante lungo le principali strade della capitale.


















