Notte di razzie dall’Aurelio a Primavalle: banda in azione dalle autorimesse con passamontagna e acido 

Residenti svegliati dai rumori nel cuore della notte: la scia di tentate effrazioni con l'attrezzatura da professionisti e l'acido test per arrivare all'oro

Nel cuore della notte le autorimesse sotterranee della zona ovest della Capitale sono diventate il bersaglio di un piano criminale strutturato. L’incursione ha messo a nudo una metodologia d’azione caratterizzata dall’uso di strumenti di precisione e protezioni per evitare di lasciare tracce durante i raid tra i box.

Residenti svegliati dai rumori nel cuore della notte: la scia di tentate effrazioni con l’attrezzatura da professionisti e l’acido test per arrivare all’oro

La tranquillità notturna del quartiere Aurelio è stata brutalmente interrotta da un’incursione mirata all’interno dei garage di un complesso residenziale. Sfruttando il buio e il silenzio delle ore più tarde, due individui con il volto completamente travisato da passamontagna si sono introdotti nei locali interrati del condominio. L’obiettivo era chiaro: penetrare all’interno dei singoli box per fare razzia di quanto custodito dai proprietari.

Tra ingranaggi e serrature delle basculanti, i rumori sospetti hanno subito insospettito alcuni residenti rimasti ancora svegli. La presenza di persone estranee nei corridoi dei garage ha fatto scattare immediatamente l’allerta tra gli abitanti dell’edificio, mentre i malviventi proseguivano nei tentativi di scasso sulle prime porte d’ingresso, riuscendo a danneggiare i meccanismi di chiusura prima che la situazione potesse evolvere ulteriormente.

L’inquietante kit chimico per l’oro

A rendere l’episodio dell’Aurelio particolarmente allarmante è la dotazione materiale portata al seguito dai malviventi per mettere a segno il colpo. Oltre ai classici attrezzi da scasso come cacciaviti di grandi dimensioni, guanti protettivi per non lasciare impronte digitali e i passamontagna per nascondere i tratti del volto, nell’attrezzatura figurava una boccetta di acido reagente specifica per il test dell’oro.

Un elemento che avrebbe infatti permesso di verificare all’istante l’autenticità dei gioielli e dei preziosi ai quali evidentemente puntavano i ladri, passando dai box condominiali, e così poter selezionare sul posto solo il materiale di effettivo valore prima di darsi alla fuga.

Una volta accorti di essere stati scoperti dai residenti, i due hanno tentato un’azione disperata arrampicandosi e scavalcando la recinzione perimetrale del condominio per guadagnare la strada verso via Cardinal Mistrangelo.

Il saccheggio parallelo nelle autorimesse di Primavalle

Quasi contemporaneamente, analoghe incursioni si sono consumate nel vicino quartiere di Primavalle, dove ad agire è stato un gruppo composto da tre persone. Anche in questo caso, la meta prescelta è stata un’ampia autorimessa condominiale, all’interno della quale i tre si sono mossi con il volto coperto per non farsi identificare dai sistemi di videosorveglianza.

La banda aveva portato con sé una capiente borsa trasformata in una vera e propria “ferramenta da asporto”: all’interno si trovavano tenaglie, pinze, avvitatori elettrici, una smerigliatrice, un seghetto, un martello e diverse batterie di ricambio con punte da trapano.

All’interno del garage, l’attività della banda ha creato forte scompiglio, con i componenti che cercavano riparo e nascondiglio negli angoli più bui della struttura non appena si è diffusa l’eco dei primi allarmi lanciati dagli abitanti della zona.