Gli sgomberati ci riprovano: sventato nuovo tentativo di occupazione a Tor Sapienza

Blitz interforze a Tor Sapienza: bloccata sul nascere la rioccupazione degli ex inquilini abusivi del "palazzo del crack"

L’allarme sicurezza e occupazioni abusive nel quadrante orientale della Capitale, non si ferma e si sposta a poca distanza dai recenti interventi delle ruspe. Un nuovo tentativo di occupazione abusiva a Tor Sapienza, è stato bloccato sul nascere alle prime ore di oggi, venerdì 9 ottobre grazie alla tempestiva segnalazione dei rappresentanti territoriali e al pronto intervento delle pattuglie sul posto.

Blitz interforze a Tor Sapienza: bloccata sul nascere la rioccupazione degli ex inquilini abusivi del “palazzo del crack”

La tensione resta altissima tra i quartieri di Tor Sapienza e Tor Cervara, dove nella mattinata odierna si è registrato un nuovo e immediato allarme per l’ordine pubblico. Un gruppo di persone, rimaste senza un rifugio a seguito dei recenti provvedimenti di sgombero, ha tentato di fare ingresso e occupare lo stabile situato al civico 197 di via di Tor Cervara.

A lanciare l’allarme e a documentare la situazione è stato il consigliere Fabrizio Montanini, che ha segnalato in tempo reale la presenza degli ex occupanti intenti a penetrare nella nuova struttura. Sul posto sono confluite tempestivamente diverse gazzelle dei Carabinieri e volanti della Polizia di Stato, che hanno posizionato i propri automezzi lungo la via d’accesso per blindare l’area e impedire l’ulteriore stazionamento dei presenti.

L’azione coordinata interforze di Polizia di Stato e Carabinieri, ha permesso di disperdere il gruppo ed evitare che l’immobile diventasse la sede di un nuovo insediamento abusivo, confermando come l’intera area sia sottoposta a un capillare e costante monitoraggio da parte delle autorità.

I precedenti dello sgombero in via Tallone e le polemiche istituzionali

Questo ennesimo episodio rappresenta la diretta conseguenza di quanto accaduto lo scorso 29 settembre nella vicina via Cesare Tallone, teatro di un imponente blitz interforze che ha portato allo svuotamento dell’ex fabbrica abbandonata ribattezzata il “palazzo del crack”. In quell’occasione, l’intervento condotto con oltre trenta veicoli di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e il supporto di un elicottero aveva portato all’allontanamento di oltre trecento persone che vivevano all’interno del cantiere in condizioni di grave degrado.

Proprio le modalità di gestione del post-sgombero sono finite al centro di accese polemiche da parte del presidente del V Municipio, Mauro Caliste. L’amministratore locale ha evidenziato come l’assenza di un piano di assistenza immediato tramite la Sala Operativa Sociale abbia spinto centinaia di persone prive di alternative a riversarsi nei quartieri limitrofi di La Rustica e Tor Cervara, generando inevitabili ripercussioni sulla sicurezza urbana e continui tentativi di rioccupazione di immobili dismessi.

La scia di sangue nel quartiere e l’esasperazione dei cittadini

L’area di Roma Est si trova a vivere giornate di forte apprensione, segnate non solo dalle occupazioni ma anche da gravi ed efferati fatti di cronaca nera avvenuti all’indomani del primo blitz. La mattina successiva allo sgombero di via Tallone è stato infatti ritrovato nel vicino parco Montagna il cadavere di un cittadino nigeriano ucciso a coltellate, mentre nella stessa serata delle operazioni un altro uomo era stato soccorso insanguinato a poca distanza dal rudere occupato.

Di fronte a questa scia di violenza, i comitati di quartiere e le delegazioni di residenti hanno intensificato le loro proteste organizzando “passeggiate per la sicurezza” per presidiare la zona. I cittadini continuano a chiedere a gran voce interventi strutturali e presidi fissi, temendo che lo spostamento continuo degli sbandati da una via all’altra possa vanificare i risultati ottenuti.

L’avvio delle demolizioni in via Tallone e le prospettive future

Mentre le pattuglie sono impegnate a sventare i tentativi di occupazione nelle vie adiacenti, nella storica sede di via Tallone sono entrate ufficialmente in azione ieri, giovedì 8 ottobre, le ruspe per la demolizione completa della struttura. L’area, acquistata da una società francese, sarà completamente bonificata per far posto a un moderno Data Center nell’ambito di un piano di rigenerazione urbana autorizzato dal Dipartimento Urbanistica di Roma Capitale.

Se da un lato l’abbattimento dell’ecomostro viene accolto come una vittoria da parte delle istituzioni e della Commissione parlamentare periferie, dall’altro la priorità assoluta per le forze dell’ordine rimane quella di evitare la creazione di nuove zone franche nel territorio circostante