Immaginate di entrare nella fortezza e, per un momento, lasciare il presente fuori dalle mura. Le voci cambiano, i personaggi prendono posto, la tensione cresce e il castello torna a essere quello che era secoli fa: un luogo da difendere.
Una rievocazione storica itinerante porta il pubblico dentro l’assedio del 1556, tra personaggi, musica e ambienti della fortezza
È da qui che parte “L’Assedio al Castello”, l’appuntamento che sabato 10 ottobre e domenica 11 ottobre 2026 porterà il pubblico dentro una delle pagine più suggestive della storia della rocca. Non una visita tradizionale, ma un’azione scenica itinerante nella quale gli spettatori saranno accompagnati attraverso gli spazi del Castello di Giulio II, seguendo la vicenda dell’assedio del 1556.
La particolarità della rievocazione è proprio questa: la storia non viene raccontata lontano dal luogo in cui è accaduta. Sono le mura, gli ambienti e l’architettura della fortezza a diventare parte del racconto. Il pubblico si muove nello spazio mentre la vicenda prende forma, incontrando personaggi che restituiscono voce a un’epoca nella quale il controllo di questo territorio significava anche proteggere una delle principali vie di accesso verso Roma.
Quando il castello era una fortezza da difendere
Siamo nel 1556. Le tensioni politiche e militari che attraversano la penisola arrivano fino a questa rocca. Le truppe guidate dal Duca d’Alba avanzano verso Roma e il castello rappresenta un punto strategico.
Dentro le sue mura c’è una guarnigione pontificia chiamata a resistere.
È questo il momento che lo spettacolo vuole far rivivere, scegliendo di raccontarlo attraverso quattro personaggi. Non soltanto i protagonisti delle decisioni militari, ma anche figure capaci di mostrare cosa significasse vivere quella situazione sul territorio.
Gian Marco Di Lecce interpreta il Duca d’Alba, mentre Giovanni Carlucci veste i panni di Orazio dello Sbirro. Michela Franzese interpreta una contadina ostiense e Massimiliano De Cicco è Ascanio della Cornia.
Sono prospettive differenti che si incrociano dentro la stessa vicenda. Da una parte l’offensiva e le strategie, dall’altra la difesa della rocca e la vita di chi si trovava coinvolto in un conflitto più grande di lui.
La rievocazione nasce da un lavoro di ricerca della CRT-Cooperativa Ricerca sul Territorio, che ha utilizzato fonti coeve e testi della fine del Cinquecento per costruire la drammaturgia. Le musiche sono di Francesco Pitarra, mentre l’ideazione è di Simone Bucri.
Ma c’è un elemento che rende particolarmente suggestivo questo appuntamento: il castello non è una semplice scenografia.
La sua architettura racconta già una storia. Torri, mura, spazi difensivi e posizione strategica aiutano a capire perché questa rocca fosse così importante. Durante l’azione scenica, questi elementi diventano parte della narrazione e permettono di guardare il monumento con una prospettiva completamente diversa.
La rievocazione mette così in relazione la vicenda dell’assedio e il territorio. Il racconto conduce idealmente dal castello verso il Tevere, le vie di collegamento con Roma e le attività portuali, mostrando come il paesaggio e le funzioni dell’area siano cambiati nel corso dei secoli.
Il passato, insomma, non viene presentato come qualcosa di lontano. È il luogo stesso a diventare la chiave per comprenderlo.
L’iniziativa fa parte de “Il Litorale incontra la sua Storia”, progetto dedicato alla ricerca e alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale del territorio.
E per chi vuole partecipare c’è un dettaglio che rende l’appuntamento ancora più accessibile: l’ingresso è gratuito.
Sono previste quattro rappresentazioni. Sabato 10 ottobre gli appuntamenti sono alle 16 e alle 17.30. Domenica 11 ottobre si replica agli stessi orari.
Non basta però presentarsi al castello. La prenotazione è obbligatoria e bisogna indicare in anticipo il turno scelto.
Per prenotare è possibile scrivere a crt.ecomuseo@gmail.com oppure inviare un messaggio WhatsApp al 333 2266927, specificando giorno e orario della partecipazione.
La rievocazione è pensata per chi vuole avvicinarsi alla storia in modo diverso, ma anche per chi conosce già il Castello di Giulio II e desidera riscoprirlo sotto una luce nuova.
Perché c’è una differenza sostanziale tra leggere che nel 1556 una fortezza fu assediata e trovarsi dentro quella stessa fortezza mentre qualcuno ne racconta la paura, le decisioni e la resistenza.
È questa la forza dell’iniziativa: trasformare per qualche ora un monumento in un luogo vivo, dove le pietre diventano memoria e la memoria diventa racconto.
La rievocazione andrà in scena sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026, alle 16 e alle 17.30, al Castello di Giulio II.


















