Bonus retrofit auto: fino a 800 euro per passare a GPL o metano. Guida a requisiti, fondi e convenienza

Bonus retrofit: fino a 800 euro di sconto per trasformare la vecchia auto a gasolio o benzina a metano. Ecco come richiedere l'incentivo MIMIT

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Immagine di repertorio - Canaledieci.it

Fino a 800 euro di contributo a fondo perduto, nessun obbligo di rottamazione e sconto applicato direttamente in fattura dall’installatore: si consolida la misura per la conversione a GPL e metano delle auto a benzina e diesel. Il bonus retrofit auto, sostenuto da una programmazione finanziaria statale estesa fino al 2030, offre ai proprietari di vetture Euro 3 o superiori un’alternativa concreta all’acquisto di un veicolo nuovo. Di seguito la guida completa con requisiti, dotazione dei fondi e criteri di convenienza.

Bonus retrofit: fino a 800 euro di sconto per trasformare la vecchia auto a gasolio o benzina a metano. Ecco come richiedere l’incentivo MIMIT

Il contributo pubblico si applica come importo fisso, indipendente dal costo complessivo dell’impianto installato:

  • 400 euro per la trasformazione con impianto a GPL;
  • 800 euro per la trasformazione con impianto a metano.

Il quadro delle risorse stabilito dal Dpcm del 10 giugno 2026 fissa una dotazione complessiva che varia lungo l’arco pluriennale:

Anno Fondo stanziato
2026 4 milioni di euro
2027 5 milioni di euro
2028 5 milioni di euro
2029 5 milioni di euro
2030 1 milione di euro

Trattandosi di un fondo unico non suddiviso preventivamente tra le due tipologie di carburante, l’erogazione del bonus avviene fino all’esaurimento delle risorse disponibili sulla piattaforma Ecobonus gestita dal MIMIT.

Chi può accedere al bonus: i requisiti del veicolo

L’agevolazione è rivolta sia a persone fisiche sia a persone giuridiche (con l’esclusione delle società di commercio autoveicoli). Per accedere al beneficio, il veicolo deve rispondere a specifici parametri tecnici e ambientali:

Categoria: autovetture usate appartenenti alla categoria M1;

Classe ambientale: omologazione Euro 3 o superiore;

Alimentazione di partenza: esclusivamente benzina o gasolio.

Esclusioni: Non possono richiedere il contributo le auto già dotate di doppia alimentazione o trasformate a GPL/metano, i veicoli elettrici, a idrogeno o ibridi elettrico/idrogeno, e le vetture che hanno già fruito di precedenti incentivi Ecobonus.

L’impianto da installare deve essere nuovo di fabbrica e omologato secondo la normativa nazionale o il regolamento ONU n. 115.

La procedura: lo sconto in fattura e il ruolo dell’installatore

L’automobilista non deve svolgere alcuna adempimento burocratico diretto verso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy:

  1. Prenotazione: L’installatore verifica la disponibilità dei fondi sulla piattaforma informatica Ecobonus e riserva l’importo.
  2. Sconto applicato: Il contributo viene sottratto direttamente dal valore dell’intervento (ad esempio, su un costo di installazione GPL pari a 2.000 euro, il cliente salda 1.600 euro).
  3. Regolazione finanziaria: Il costruttore dell’impianto rimborsa l’installatore e recupera successivamente il valore della misura sotto forma di credito d’imposta.

Norme tecniche e calcolo della convenienza economica

Il contributo si inserisce all’interno di un quadro normativo aggiornato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tramite il decreto del 24 luglio 2026 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 settembre), che ha ridefinito le procedure tecniche di omologazione, immatricolazione e collaudo per i sistemi GPL, GNC e GNL.

Per valutare la reale convenienza della trasformazione, occorre rapportare la spesa residua dell’impianto (al netto dell’incentivo statale) alla percorrenza media annua della vettura:

  • Elevata convenienza (15.000 – 20.000 km/anno): Il risparmio sul costo del carburante consente di ammortizzare la spesa residua in tempi brevi, valorizzando un’auto con ancora diversi anni di vita utile.
  • Bassa convenienza (sotto i 5.000 km/anno): Il tempo necessario al recupero del capitale investito si allunga notevolmente, rendendo l’intervento meno appetibile, specialmente su veicoli datati o vicini a fine ciclo operativo.

In sede di analisi individuale vanno considerati anche aspetti quali le spese di manutenzione periodica, lo spazio residuo nel bagagliaio per la bombola e il valore residuo del mezzo.