Un’officina meccanica completamente abusiva, mascherava la centrale operativa di una fitta rete di spaccio e violenze. Blitz dei Carabinieri della Compagnia di Velletri, nelle prime ore di oggi, mercoledì 7 ottobre, ha eseguito un’ordinanza cautelare verso 17 indagati. Farebbero parte di un sodalizio criminale attivo tra i Castelli Romani e il Nord Pontino, capace di ordinare violenze inaudite nei confronti dei morosi.
Tra chiavi inglesi e motori smontati dell’officina fantasma, venivano coordinate le consegne di cocaina e pianificate rapine ed estorsioni ai danni dei clienti morosi
La quiete apparente dell’area artigianale di Velletri, nascondeva un ingranaggio ben oliato, destinato non alla riparazione di motori, ma alla gestione e allo smistamento di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti.
L’articolata attività investigativa condotta dai Carabinieri della Compagnia locale e coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Velletri, ha consentito di fare luce su un’officina completamente abusiva, individuata dagli inquirenti come il vero e proprio centro nevralgico dell’organizzazione.
Era all’interno di questi locali che i componenti di un sodalizio criminale, si riunivano per pianificare le strategie commerciali, stoccare le partite di cocaina, hashish e marijuana e coordinare i turni dei pusher operativi sul territorio.
Il locale garantiva la copertura perfetta per il continuo viavai di clienti e corrieri, mimetizzando i passaggi di mano della droga e le trattative economiche tra il rumore degli attrezzi e l’andirivieni dei veicoli.
La suddivisione dei compiti e le consegne a domicilio
L’indagine ha permesso di raccogliere gravi elementi indiziari sulla struttura interna del sodalizio, caratterizzata da una rigorosa e collaudata ripartizione dei compiti per minimizzare i rischi di intercettazione.
Una parte degli indagati si occupava esclusivamente della gestione dei contatti con gli acquirenti, concordando telefonicamente o tramite messaggistica gli appuntamenti, le dosi e i prezzi della merce.
Un secondo braccio operativo, composto da collaboratori fidati e corrieri incaricati della logistica, provvedeva all’effettiva consegna dello stupefacente sul campo. Le cessioni avvenivano secondo un modus operandi dinamico, garantendo recapiti rapidi e capillari non solo nel comune di Velletri, ma estendendosi anche nel vicino territorio di Lariano e nelle aree limitrofe della provincia di Latina, coprendo l’intero quadrante del Nord Pontino.
La rete di fornitori, la pen gun e i metodi violenti
Oltre a individuare i dettagli operativi della piazza di spaccio, le investigazioni economico-finanziarie e i riscontri di polizia hanno permesso di tracciare la rete superiore di approvvigionamento, mappando i canali dai quali il gruppo si riforniva abitualmente.
Nel corso delle attività di riscontro, culminate in nove arresti in flagranza e in numerose denunce, i militari hanno sequestrato oltre mezzo chilo di stupefacente e un’arma artigianale particolarmente insidiosa: una cosiddetta pen gun, una pistola a forma di penna perfettamente idonea a esplodere proiettili calibro 9×21, rinvenuta insieme a centinaia di cartucce. Il ritrovamento dell’arma e la contestazione dei reati di rapina ed estorsione delineano un quadro intimidatorio marcato, utilizzato per recuperare i crediti maturati con i clienti morosi o per regolare i conti interni alla filiera dello spaccio.
Le misure cautelari e le tutele del procedimento
L’imponente operazione scattata all’alba ha portato all’esecuzione dell’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Velletri a carico di 17 soggetti. Nello specifico, per cinque indagati si sono aperte le porte del carcere, altri cinque sono stati sottoposti al regime degli arresti domiciliari, mentre per i restanti cinque è stato disposto l’obbligo di dimora congiunto all’obbligo di presentazione quotidiana in caserma.
Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari, pertanto i provvedimenti cautelari adottati non costituiscono un giudizio di colpevolezza in attesa dell’eventuale accertamento in via definitiva.

















