Achille Lauro, la nuova sfida è per i giovani fragili: a Zagarolo nasce «Casa Ragazzi Madre»

Achille Lauro, Casa Ragazzi Madre: a Zagarolo una struttura per i giovani con dipendenze e disturbi psichiatrici

Achille Lauro
Achille Lauro - canaledieci.it

Non un palco, questa volta. E nemmeno uno studio di registrazione. La nuova sfida di Achille Lauro riguarda i ragazzi fragili e prende forma alle porte di Roma, a Zagarolo, dove sorgerà «Casa Ragazzi Madre», una struttura residenziale terapeutica destinata ad adolescenti e giovani alle prese con dipendenze e disturbi psichiatrici.

Achille Lauro, Casa Ragazzi Madre: a Zagarolo una struttura per i giovani con dipendenze e disturbi psichiatrici

Il progetto è stato presentato a Milano nella Sala Sironi di Palazzo dell’Informazione dallo stesso Achille Lauro, nome d’arte di Lauro De Marinis, insieme all’imprenditore Andrea Marchiori, socio fondatore con l’artista della Fondazione Madre, nata nel 2025 con l’obiettivo di sostenere giovani e adolescenti in condizioni di fragilità.

L’intervento, del valore complessivo di 3 milioni e 610 mila euro, è già entrato nella fase di realizzazione: il cantiere è partito nel settembre 2026 e l’apertura della struttura è prevista per settembre 2027.

Una casa per chi ha bisogno di cura

L’obiettivo non è soltanto offrire un luogo in cui vivere, ma costruire un percorso terapeutico e di reinserimento. La struttura sarà gestita dalla Cooperativa Manser e potrà contare su un’équipe multidisciplinare composta da psicologi, psichiatri, psicoterapeuti, educatori, operatori socio-sanitari e assistenti sociali.

Achille Lauro, la nuova sfida è per i giovani fragili: a Zagarolo nasce «Casa Ragazzi Madre» 1
Achille lauro – Fonte Instagram free

A contribuire alla gestione saranno anche don Giovanni Carpentieri e Giovanni Giraudo, che metteranno a disposizione la loro esperienza nell’accompagnamento dei giovani più vulnerabili.

«Casa Ragazzi Madre nasce dalla volontà di fare qualcosa di concreto per gli altri e di ricordarci che esistono realtà che troppo spesso rimangono invisibili», ha spiegato Achille Lauro durante la presentazione.

L’idea, ha aggiunto l’artista, è quella di creare «una comunità di persone che si incontrano e che, insieme, possano fare davvero del bene».

La casa, nelle intenzioni della Fondazione, dovrà accogliere ragazzi che hanno bisogno «di cura, di attenzione, di opportunità e soprattutto di sentirsi parte di qualcosa».

Il disagio giovanile

A spingere il progetto sono anche i dati raccolti dalla Fondazione Madre sul disagio giovanile. Secondo le cifre presentate, oltre 660 mila studenti italiani tra i 15 e i 19 anni si trovano sulla soglia della dipendenza. E circa un giovane su due con dipendenze presenta anche disturbi psichiatrici.

È in questo spazio, tra dipendenze, fragilità psicologiche e difficoltà di accesso alle cure, che la Fondazione intende intervenire. Il problema, viene sottolineato, è spesso anche la frammentazione dei percorsi di presa in carico e il ritardo con cui arrivano le risposte.

La «Casa Ragazzi Madre» punta quindi su un modello integrato, nel quale diverse professionalità possano lavorare insieme e intervenire in modo tempestivo. L’obiettivo dichiarato è sperimentare un modello che possa essere replicato, in futuro, anche in altri territori.

«Sentiamo con particolare urgenza il bisogno di dare risposte concrete ai giovani in condizioni di fragilità: per noi è una priorità», ha detto la direttrice generale della Fondazione, Lorella Marcantoni. «Fondazione Madre intende realizzare i propri progetti sia attraverso il sostegno di una rete di donatori sia attraverso la collaborazione con altre realtà del Terzo Settore».

Non solo terapia: gli spazi

Anche l’architettura è stata concepita come parte del percorso di cura. All’interno della struttura saranno realizzate camere per gli utenti, ambulatori e spazi comuni. Ci saranno inoltre aree per l’attività motoria, zone ludiche, spazi all’aperto e un campo sportivo.

L’edificio sarà progettato secondo criteri di sostenibilità ambientale, con l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e sistemi per il recupero delle acque piovane. È prevista anche la certificazione BREEAM, uno standard internazionale per la valutazione della sostenibilità degli edifici.

«Bisogna riempire la casa di spirito e amore»

Per Andrea Marchiori la sfida, però, comincia oltre i muri dell’edificio. «Costruire una casa non serve a niente: bisogna riempirla, riempirla di spirito e d’amore», ha spiegato. Perché i ragazzi che vi entreranno, ha sottolineato, «sono persone che non hanno avuto la nostra stessa condizione nella vita».

«Questo è il primo di tanti progetti che vogliamo realizzare», ha aggiunto.

La Fondazione punta a finanziare la costruzione e la realizzazione della struttura attraverso una rete di sostenitori, donazioni, contributi online e il 5 per mille.

La presentazione di Milano rappresenta dunque la posa simbolica della prima pietra di «Casa Ragazzi Madre»: un progetto nato intorno a una domanda semplice ma tutt’altro che scontata, quella di come offrire ai giovani più fragili non soltanto una cura, ma anche un luogo in cui tornare a costruire il proprio futuro.