La periferia orientale di Roma è scossa da un’inquietante sequenza di boati che sta seminando il terrore tra residenti e commercianti. In poco più di un mese sono sette le esplosioni registrate tra il quadrante delle Torri e Don Bosco: un’escalation che impone interrogativi urgenti sulla sicurezza del territorio.
Attività commerciali nel mirino di ignoti. Cinque quartieri nella mappa dell’escalation delle esplosioni. Agisci: “Roma Est non può essere lasciata sola”
La scia delle esplosioni, sta attraversando il quadrante orientale e sud-orientale della Capitale, disegnando una mappa che unisce interi quartieri sotto il segno della paura.
Nel giro di poco più di un mese, tra la fine di agosto e i primi giorni di ottobre, il totale delle deflagrazioni ai danni di esercizi commerciali è salito alla cifra di sette episodi, con le ultime esplioni della notte scorsa all’Alessandrino e all’alba davanti ad un’altra attività commercaile a Don Bosco.
Il fenomeno, che all’inizio poteva sembrare una serie di casi isolati, ha assunto con il passare delle settimane i contorni di una strategia intimidatoria diffusa o di una recrundescenza criminale senza precedenti.
La frequenza ravvicinata degli scoppi ha spinto i cittadini a interrogarsi su cosa stia realmente accadendo nelle strade del quadrante est, mentre le forze dell’ordine sono impegnate in un imponente sforzo investigativo per individuare matrici e responsabili.
La prima ondata di fine agosto: cinque ordigni tra la Casilina e Torre Maura
L’allarme rosso è scattato alla fine dell’estate con una concentrazione di episodi nell’arco di pochissime ore. Il 29 agosto un primo ordigno rudimentale è esploso lungo via Casilina, nella zona dell’Alessandrino, colpendo un’attività commerciale della zona.
Soltanto 24 ore dopo, il 30 agosto, la stessa identica attività è stata centrata da una seconda esplosione, e nella stessa giornata del 30 agosto, altre due bombe hanno fatto tremare il territorio: una in via Salemi, nella zona di Due Leoni, e un’altra in via delle Alzavole, nel quartiere di Torre Maura, entrambe posizionate davanti agli ingressi di esercizi commerciali. Una prima catena di attacchi, che ha subito messo in stato di massima allerta i presidi di polizia e i residenti delle Torri.
Il boato a Borghesiana ai primi di ottobre e il secondo attacco sulla Casilina
Dopo una breve tregua di settembre, la strategia della tensione si è riaccesa nella notte tra il 2 e il 3 ottobre. Intorno alle 2:50 del mattino, un potentissimo boato è stato avvertito distintamente tra Due Leoni, Borghesiana e Grotte Celoni. L’obiettivo di questa quinta deflagrazione è stato un autonoleggio posizionato al civico 1750 di via Casilina, proprio sotto la struttura di un condominio residenziale.
L’onda d’urto ha sbriciolato le vetrine dell’attività e fatto tremare le pareti degli appartamenti sovrastanti, spaventando a morte decine di famiglie. I rilievi condotti dalla Polizia Scientifica e dagli investigatori del Commissariato Casilino hanno confermato l’ingente entità dei danni materiali a vetrine ed automobili, alimentando le forti proteste delle istituzioni locali e del presidente del VI Municipio, Nicola Franco, che ha sollecitato interventi straordinari di contrasto.
Le ultime due esplosioni: dalla sala scommesse all’enoteca di Don Bosco
La scia non si è fermata alla Casilina, ma si è allargata nelle ore successive fino a toccare il VII Municipio. Nella serata di domenica, poco prima della mezzanotte, un nuovo ordigno, il sesto della sequenza del terrore, è stato fatto saltare in via Antonio Bottini, all’Alessandrino, davanti a una sala scommesse tra via dei Fiori e viale Alessandrino, provocando il danneggiamento di due auto in sosta e facendo tremare i condomini fino a Tor Tre Teste e Torre Maura.
A distanza di sole cinque ore, all’alba di oggi lunedì 5 ottobre, si è verificato il settimo episodio in via Calpurnio Fiamma 33, nel quartiere Don Bosco. Questa volta la bomba è esplosa davanti a una piccola enoteca, devastando gli arredi del locale, danneggiando tre vetture e mandando in frantumi i vetri delle abitazioni adiacenti. Sul posto sono intervenuti gli agenti del VII Distretto Tuscolano, gli artificieri e la Scientifica per repertare ogni traccia e acquisire i filmati della videosorveglianza.
La presa di posizione del movimento “Agisci Italia” e la richiesta di risposte
Di fronte a questa escalation senza sosta è intervenuto con forza il movimento popolare “Agisci Italia”, ponendo l’accento sulla necessità di non sottovalutare l’emergenza.
Attraverso una nota ufficiale, il movimento ha sottolineato come una sequenza così ravvicinata di ordigni imponga una riflessione immediata da parte di tutte le autorità competenti. Il Segretario Nazionale di Agisci Italia, Fabio Desideri, ha dichiarato che non servono processi mediatici o teorie speculative, ma risposte istituzionali concrete e immediate. Secondo Desideri, la sicurezza deve tradursi in prevenzione attiva, controllo capillare del territorio e coordinamento sinergico tra le istituzioni, ribadendo con decisione che il quadrante di Roma Est non può e non deve essere lasciato solo a contare i gravi danni degli attentati.
















