Un patrimonio “portatile” nascosto tra gli abiti e una passeggiata sospetta nel cuore dell’Esquilino. E’ lì che i militari della Guardia di Finanza hanno intercettato un uomo insospettabile con un bottino da 30 mila euro in oro, diamanti e contanti.
Blitz della Guardia di Finanza svela il bottino da capogiro di oro e diamanti tra le mani di un uomo insospettabile: scatta la denuncia per ricettazione
Tutto si è consumato nel caos quotidiano dell’Esquilino, una delle zone più calde e presidiate della Capitale, dove durante i controlli ad ampio raggio disposti dal Comando Provinciale tra Termini, il Flaminio e il centro storico, i militari della Guardia di Finanza stavano setacciando i punti nevralgici del quartiere.
A far scattare la mossa delle Fiamme Gialle è stato l’atteggiamento circospetto di un uomo mentre attraversava Piazza Vittorio Emanuele II. Un’esitazione di troppo tra i passanti ha spinto gli agenti a sbarrargli la strada per un normale controllo identificativo. Ma bastava andare poco oltre la superficie, per capire che quello spostamento a piedi nascondeva qualcosa di ben più grosso.
La sorpresa nelle tasche: la consistenza del bottino
Quando i finanzieri hanno perquisito l’uomo, dalle sue tasche e dai suoi effetti personali è emerso un vero e proprio tesoro da capogiro, un “trasporto” insolito per una passeggiata in centro.
L’uomo portava con sé una mazzetta di circa 3mila euro in contanti, ma soprattutto un ricchissimo campionario di alta oreficeria: gioielli in oro massiccio finemente lavorati con diamanti e pietre preziose incastonate. Un patrimonio dal valore commerciale stimato in oltre 30 mila euro, trasferito senza alcuna misura di sicurezza, forse come refurtiva da piazzare nel mercato sommerso della criminalità .
Zero spiegazioni e scatta la denuncia per ricettazione
Messo stretto d’assedio dalle domande degli investigatori, il sospetto non è stato in grado di esibire uno scontrino, una ricevuta o un singolo documento che attestasse la legittima proprietà di quei preziosi.
Le sue giustificazioni confuse e l’impossibilità di spiegare come fosse arrivato in possesso di tanta ricchezza hanno fugato ogni dubbio: il materiale è stato immediatamente posto sotto sequestro preventivo. Per l’uomo è scattata la denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica con l’accusa di ricettazione, ritenendolo il tramite (o l’autore) di un giro d’affari illegale.
Caccia ai proprietari: l’incrocio con le denunce di furto
Ora la palla passa agli investigatori del Comando Provinciale di Roma per la fase più delicata: dare un nome ai veri padroni di quel tesoro. L’ipotesi primaria è che l’oro e i diamanti siano il frutto scalato di recenti blitz dei “topi d’appartamento” nelle abitazioni private o di spaccate ai danni delle gioiellerie cittadine.
Ogni singolo anello, pietra e monile verrà catalogato e messo a sistema, incrociando i dettagli con le denunce di furto presentate negli ultimi tempi presso gli uffici delle forze dell’ordine, nel tentativo di restituire ai legittimi proprietari i ricordi e i beni che gli erano stati strappati.


















