Via le sedie che i pusher usavano come postazioni fisse per controllare il territorio, blindati gli accessi alle piazze dello spaccio e setacciati i nascondigli tra tombini e vani contatori. È il bilancio dell’operazione straordinaria condotta dai Carabinieri della Compagnia Roma Casilina al Quarticciolo, insieme al personale di Ama e Areti, nell’ambito dei controlli sulla sicurezza coordinati dalla Prefettura.
Tra i 20 metri cubi di rifiuti smaltiti da Ama anche le sedie usate dai pusher come postazioni per presidiare il quartiere
L’intervento ha visto la rimozione di 20 metri cubi di rifiuti, tra cui una decina di sedie posizionate dagli spacciatori negli snodi strategici del quartiere per presidiare le attività illecite. Nel corso del blitz sono state arrestate 11 persone, denunciate altre due e sequestrate circa mille dosi di sostanze stupefacenti tra crack, cocaina e hashish, oltre a più di 2.000 euro in contanti e quattro scooter rubati.

I nascondigli della droga e i sequestri
Le perquisizioni si sono concentrate nei luoghi di stoccaggio e rifugio delle sostanze: dalle scatole dell’illuminazione pubblica alle buche nel terreno. In flagranza sono stati arrestati otto pusher, mentre all’interno di un immobile Ater occupato abusivamente sono stati rinvenuti e sequestrati ulteriori 5,3 chili di hashish in panetti e 51 dosi tra cocaina e crack.
Tra i rifiuti recuperati da Ama figurano anche 150 bottiglie di vetro e la carcassa di un motoveicolo abbandonato.
Evasione, allacci abusivi e denunce
Gli altri provvedimenti hanno riguardato l’arresto di un 39enne per evasione dai domiciliari e l’esecuzione di una custodia cautelare in carcere nei confronti di un 36enne. Denunciati a piede libero un 25enne per detenzione di stupefacenti e un 49enne per minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale.
Contestualmente, gli accertamenti condotti con i tecnici Areti hanno portato all’arresto per furto aggravato del titolare 51enne di un minimarket in viale Palmiro Togliatti: l’attività commerciale risultava collegata abusivamente alla rete elettrica pubblica, per un ammanco complessivo calcolato in 55.000 euro.
Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’autorità giudiziaria.



















