Sulla Metromare si passa dalle verifiche annunciate alle prove sul campo. È questa la novità rispetto a quanto comunicato a settembre: l’obiettivo di portare la frequenza dei treni dagli attuali 20 minuti a 15 minuti resta lo stesso, ma ora la capacità della linea viene verificata concretamente con più convogli contemporaneamente in circolazione.
Dall’annuncio alle verifiche sul campo: aumentano i treni in linea per controllare la rete elettrica in vista del nuovo orario
La fase sperimentale è partita nel fine settimana del 26 e 27 settembre 2026 e serve soprattutto a capire se la rete di alimentazione elettrica può sostenere il nuovo assetto del servizio. Il tema è fondamentale perché una frequenza più ravvicinata significa avere più treni in movimento e, soprattutto nelle fasi di partenza, una maggiore richiesta di energia.
Nel dettaglio, i test vengono svolti durante il normale orario di servizio e prevedono l’impiego di un numero di convogli superiore rispetto a quello normalmente presente sulla linea.
In alcune fasi possono essere presenti fino a otto treni in linea, alternando i convogli impegnati nelle corse ordinarie con quelli utilizzati per le prove. L’obiettivo è riprodurre condizioni il più possibile vicine a quelle che si avrebbero con il futuro servizio a 15 minuti.
Non si tratta quindi di un semplice aumento temporaneo delle corse per i passeggeri. I treni utilizzati per la sperimentazione devono seguire precise sequenze di accelerazioni e frenate, così da consentire ai tecnici di misurare il comportamento dell’alimentazione elettrica nelle condizioni previste.
Per evitare che un convoglio di prova venga scambiato per un treno passeggeri, quando raggiunge una stazione può fermarsi prima della banchina, senza aprire le porte, e ripartire direttamente verso la fermata successiva.
Per chi utilizza quotidianamente la Metromare, resta quindi ancora da conoscere la data ufficiale di entrata in vigore del nuovo orario. Prima dovrà essere completata la fase di verifica sulla rete e dovrà essere confermata la possibilità di sostenere stabilmente il maggior numero di corse.
Perché si sta controllando la rete elettrica
Il passaggio a un treno ogni 15 minuti non dipende soltanto dalla disponibilità dei convogli. La flotta è stata sottoposta a interventi di revisione e il personale è stato rafforzato, ma il nuovo orario deve essere compatibile anche con la capacità dell’infrastruttura.
Il punto più delicato riguarda la rete elettrica e le sottostazioni di alimentazione. Quando diversi treni partono contemporaneamente, la richiesta di energia aumenta e raggiunge i livelli più elevati proprio durante le accelerazioni.
Le prove servono quindi a verificare consumi, risposta della rete e capacità di sostenere il maggior numero di convogli richiesto dal nuovo modello di servizio.
La questione assume particolare importanza perché la Metromare è interessata da anni da un programma di rinnovamento dell’infrastruttura, che ha coinvolto progressivamente diversi elementi della linea, compresi gli impianti elettrici.
Pertanto va precisato che il nuovo orario di servizio non è ancora entrato in vigore. La frequenza di 15 minuti resta l’obiettivo verso cui sono indirizzate le verifiche, ma la sua introduzione dipende dall’esito della fase tecnica.
Rispetto a settembre, dunque, il passaggio importante è concreto: non si parla più soltanto di prove da effettuare, ma di una sperimentazione effettivamente avviata per capire se la linea può sostenere il nuovo ritmo di circolazione.
Se le verifiche daranno esito positivo, il servizio potrà essere portato a una frequenza di 15 minuti, riducendo di cinque minuti l’attesa teorica tra un treno e l’altro.
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