Il campione del mondo di pizza napoletana è di Anzio: il titolo va a Ernesto Parziale

Alla Pizza World Cup di Pomezia, tra 36 nazioni, il campione del mondo di pizza napoletana è dell'Antico Grottino. Al Brasile il titolo assoluto

Alla Pizza World Cup di Pomezia, tra 36 nazioni, il campione del mondo di pizza napoletana è dell'Antico Grottino. Al Brasile il titolo assoluto
Pizza World Cup

Il Brasile si prende il titolo assoluto, ma il tricolore sventola ad Anzio. Ernesto Parziale, maestro pizzaiolo dell’Antico Grottino, è il nuovo campione del mondo di pizza napoletana. Alla ventiquattresima edizione della Pizza World Cup il Super Campione del Mondo è Daniel Chaves.

Alla Pizza World Cup di Pomezia, tra 36 nazioni, il campione del mondo di pizza napoletana è dell’Antico Grottino. Al Brasile il titolo assoluto

Il Brasile conquista il riconoscimento assoluto con Chaves, che si impone nella competizione generale. La manifestazione si è chiusa con la proclamazione dei vincitori delle 18 batterie in gara.

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Il brasiliano Chaves alza il titolo mondiale

Anzio sul tetto del mondo

Tra i titoli delle singole categorie c’è quello più atteso da chi ama la tradizione. La pizza napoletana parla italiano. Più precisamente, anziate.

Parziale guida l’Antico Grottino di Anzio da circa trent’anni. Il titolo premia una lunga carriera e porta il nome della città del litorale romano al centro della scena internazionale.

“Il titolo di Campione del Mondo di Pizza Napoletana è un sogno, ma soprattutto un riconoscimento dopo tanti anni di carriera che si avvera e che porterò nel cuore – racconta Parziale – Un primo posto che premia la città di Anzio in una competizione mondiale dove erano rappresentate ben 36 nazioni”.

Alla Pizza World Cup di Pomezia, tra 36 nazioni, il campione del mondo di pizza napoletana è dell'Antico Grottino. Al Brasile il titolo assoluto
Ernesto Parziale di Anzio, invece, campione del mondo per la categoria pizza napoletana

Non è la prima volta

Per il maestro pizzaiolo non è il primo successo in una competizione mondiale. Nel 2019, alla Pizza World Cup di Roma, aveva vinto la categoria pizza senza glutine con una proposta gourmet: fiori di zucca, polpo, pomodoro, pecorino, mozzarella di bufala e olio d’oliva al tartufo.

Due giorni a Pomezia

Due giorni di gare, 36 nazioni rappresentate e centinaia di professionisti dell’arte bianca al Centro Congressi Selene di Pomezia. A organizzare la sfida è stata l’UPTER, Unione Pizzaioli Tradizionali e Ristoratori, guidata dal presidente e maestro pizzaiolo Mario Amedeo Folliero, in collaborazione con la Pizza Style School del maestro Alfredo Folliero.

Dalla classica al dessert

L’edizione ha messo in campo un vero atlante della pizza. Classica e napoletana, ma anche senza glutine, in teglia e fritta. Spazio alla creatività con la pizza dessert, romana e innovativa/contemporanea. Tra le categorie speciali lo “Spaghetto D’Oro” e la pizza “influencer”.

Sul fronte internazionale, una giuria con rappresentanti del Giappone e delle delegazioni europee. Tradizioni, tecniche e materie prime a confronto, con interpretazioni contemporanee dell’arte della pizza.

Le istituzioni

Non è mancata la presenza delle istituzioni, che hanno voluto salutare l’iniziativa. Ha preso la parola la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, collegata in diretta streaming da Bruxelles. Poi i saluti della vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli, del sindaco di Ardea Maurizio Cremonini e del sindaco di Pomezia Veronica Felici.

Il prossimo passo: Napoli

L’organizzazione guarda ora a Napoli, dove la Pizza World Cup 2026 si conclude con una giornata speciale dedicata alla città che più di ogni altra rappresenta, nell’immaginario internazionale, la storia e l’identità della pizza.

Napoli sarà anche il filo conduttore della tela artistica dedicata ai Campioni del Mondo, nel progetto che lega pizza, arte, storia e cultura. Un omaggio alla tradizione e alla nuova generazione di professionisti chiamata a portare la pizza italiana nel mondo.

“Arrivare alla ventiquattresima edizione significa raccontare un percorso costruito negli anni attraverso generazioni di pizzaioli, incontri internazionali e una continua evoluzione della professione – sottolinea il maestro Mario Folliero – La Pizza World Cup vuole mantenere salde le proprie radici nella tradizione e, allo stesso tempo, guardare al futuro attraverso formazione, professionalità, qualità delle materie prime, innovazione e confronto internazionale”