Scoppia la faida a Tor Sapienza dopo lo sgombero del palazzo del crack

Quale futuro per via Tallone? Il Comune autorizza la demolizione, ma la palla passa ai privati

L'intervento al palazzone di via Tallone

Nemmeno il tempo di mettere i sigilli al «palazzo del crack» di via Cesare Tallone che sulle strade di Tor Sapienza e La Rustica è subito scoppiata la faida.

Quale futuro per via Tallone? Il Comune autorizza la demolizione, ma la palla passa ai privati

Mentre le forze dell’ordine completavano lo sgombero dell’ecomostro della periferia est — bunker dello spaccio e teatro negli anni di omicidi, sequestri e violenze —, all’esterno è scattata un sanguinoso regolamento di conti con un morto e un ferito grave a coltellate.

Un segnale chiaro di come la liberazione del complesso abbia subito infranto i precari equilibri criminali della zona, lasciando aperto il grande interrogativo sul futuro dell’area: la Giunta capitolina ha già rilasciato il permesso per demolire il gigante di cemento e realizzarvi un Data Center, ma la palla ora passa alla proprietà privata.

Il blitz, i sequestri e la faida di strada

L’intervento disposto dalla Prefettura ha portato all’allontanamento degli occupanti e all’arresto di tre cittadini stranieri, l’ultimo bloccato durante un tentativo di rioccupazione avvenuto a poche ore dal primo blitz.

Nel corso dei controlli sono stati sequestrati due chili di marijuana, una pistola, due pugnali e sei scooter rubati, mentre sette immigrati irregolari sono stati condotti nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), come reso noto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Scoppia la faida a Tor Sapienza dopo lo sgombero del palazzo del crack 1
Un momento dello sgombero

Lo sgombero del complesso, tuttavia, sembra aver innescato una violenta faida per il controllo dello spaccio sul territorio.

Nelle stesse ore in cui i residenti del comitato Tor Sapienza Sicura sfilavano nelle consuete «passeggiate della sicurezza» notturne, poco lontano si sono consumati due efferati episodi di cronaca: un uomo è stato trovato morto accoltellato nel parco Montagna a La Rustica, mentre un altro cittadino straniero è stato soccorso con gravi ferite da taglio proprio vicino a via Tallone.

Carabinieri e Polizia ipotizzano una diretta regolazione di conti legata proprio al riassetto dei traffici illegali dopo lo sgombero dell’immobile.

Il palazzo degli orrori

Per Tor Sapienza il gigante mai completato di via Tallone rappresenta da anni una spina nel fianco. La struttura in cemento armato, ricca di anfratti e facilmente accessibile, era diventata il rifugio degli esuli sgomberati nel 2018 dall’ex Penicillina di via Tiburtina, trasformandosi in una roccaforte del degrado e costringendo le famiglie della zona a barricarsi in casa al tramonto.

Tra le mura del palazzone si sono consumati reati gravissimi. Nel 2021 ritrovamento del corpo di un uomo nella tromba dell’ascensore, inizialmente scambiato per un incidente da overdose e poi rivelatosi un’aggressione mortale a colpi di bastone o ferro alla testa.

Il primo settembre 2023 l’omicidio di uno pusher, freddato da due colpi di pistola e abbandonato all’interno di un carrello della spesa all’ingresso del palazzo.

La scorsa primavera il sequestro e la violenza di gruppo ai danni di una turista sudamericana, adescata a Termini, segregata per tre giorni nell’edificio e minacciata di morte prima di riuscire a fuggire.

In passato, persino i servizi di vigilanza privata disposti dal fondo d’investimento francese proprietario dello stabile non erano riusciti a impedire i continui rientri degli occupanti.

Progetto Data Center: l’incognita sui tempi

Per evitare che l’edificio venga nuovamente occupato una volta spenti i riflettori, Roma Capitale punta ora sul cambio di destinazione d’uso. Il piano prevede la demolizione completa della struttura e la costruzione di un centro dati tecnologico, ma la riuscita dell’operazione dipende dalla celerità della proprietà.

«Lo sgombero dell’immobile di via Tallone è una buona notizia, soprattutto perché lo stabile è stato teatro di numerosi episodi di violenza e degrado», ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Maurizio Veloccia.

«La sicurezza si costruisce con le azioni repressive, ma soprattutto attraverso la capacità di rianimare e rigenerare i luoghi. Il Dipartimento Urbanistica ha approvato il progetto e rilasciato il permesso di costruire per la demolizione dell’immobile e la sua trasformazione in un moderno Data Center. Ora ci aspettiamo che la Proprietà possa avviare, al più presto, i lavori», ha aggiunto Veloccia.

Senza l’avvio immediato del cantiere, tuttavia, tra i cittadini della zona prevale lo scetticismo: il timore è che il «palazzo del crack» rimanga ancora a lungo un rebus irrisolto a ridosso del Raccordo.