La Procura di Roma ha notificato un’avviso di garanzia e denuncia a un’attivista del movimento ambientalista Extinction Rebellion per il reato di vilipendio della Repubblica e del Governo. Il provvedimento giudiziario, scaturisce dall’esposizione di sagome di Meloni e Trump e dalle scritte esposte durante un presidio organizzato in piazza dell’Esquilino.
Notificati i provvedimenti dopo l’azione di Extinction Rebellion: resistenza in piazza, sequestrate le sagome e la dicitura ‘Fascisti su Marte’
La vicenda giudiziaria trae origine dagli eventi verificatisi lo scorso 30 maggio a Roma. In quell’occasione, il movimento ambientalista Extinction Rebellion aveva promosso e organizzato una manifestazione di protesta della durata di 24 ore.
All’interno di piazza dell’Esquilino, i manifestanti avevano allestito un’installazione scenografica costituita da un grande mappamondo gonfiabile e da un riproduzione di un razzo spaziale ricoperto di sostanza nera simulante petrolio.
Sullo scafo della struttura però figurava la scritta «Fascisti su Marte», accompagnata da due sagome in cartone raffiguranti le caricature della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del presidente statunitense Donald Trump aggrappate al vettore.
Alla vista dell’allestimento e quando non erano trascorsi che pochi minuti dall’inizio dell’esposizione, le forze dell’ordine in servizio sono subito intervenute disponendo la rimozione immediata dei pannelli e delle immagini.
Con il sequestro e allo smantellamento delle figure satiriche, è stata affrontata anche la resistenza passiva di alcuni partecipanti disposti a protezione della scenografia.
La notifica della Procura e la contestazione del codice penale
A distanza di circa quattro mesi dalla manifestazione, la Procura della Repubblica di Roma ha formalizzato la contestazione reato notificando all’organizzatrice la denuncia ai sensi dell’articolo 290 del codice penale, che punisce il vilipendio della Repubblica, delle Assemblee legislative, del Governo e delle Istituzioni.
La misura sanzionatoria individua la responsabilità penale nella scelta delle immagini e delle diciture accostate alle cariche istituzionali durante l’allestimento pur autorizzato sulla pubblica piazza.
Dai no della Questura per i palazzi delle istituzioni all’arrivo all’Esquilino
La denuncia per vilipendio arriva al termine degli accertamenti sulla complessa richiesta di autorizzazione e sulla gestione della protesta.
Prima di accedere a piazza dell’Esquilino, il movimento aveva chiesto di poter manifestare davanti ad altre sedi istituzionali romane, tra cui piazza del Viminale, il Ministero dei Trasporti e piazza di Montecitorio.
Tuttavia, la Questura e le forze di pubblica sicurezza avevano bocciato tutte queste tappe per motivi di ordine pubblico, spingendo gli organizzatori a spostare il presidio nella piazza finale.
La parola e l’ultima decisione passano ora ai giudici, che dovranno stabilire se l’accusa di vilipendio nei confronti dell’attivista possa reggere, o se quelle sagome rientrino nel diritto di satira, critica politica o libertà d’espressione.


















