Prof accoltellata a Roma, il 13enne avrebbe tentato di filmare la scena. È uno degli elementi emersi nelle prime ore sull’aggressione avvenuta questa mattina all’istituto Giovanni Verga, a Centocelle, dove uno studente 13enne ha prima spruzzato spray al peperoncino sul volto della sua docente di italiano e poi l’ha aggredita a colpi di coltello.
La solidarietà del ministro alla prof accoltellata: «Possibile l’influenza di social e siti violenti». I compagni raccontano che il 13enne aveva un risentimento verso la docente
Una aggressione pianificata. Il 13enne è entrato per ultimo in classe, è andato in bagno, si è cambiato ed è tornato con un casco in testa sul quale era stato applicato un telefono.
Si è avvicinato alla prof, le ha spruzzato lo spray al peperoncino, poi l’ha accoltellata ad un fianco e infine colpita con due pugni.
Voleva vendicarsi della prof di storia e italiano, una dicente di 66 anni e prossima alla pensione che a suo dire ce l’avrebbe avuta con lui. “E’ solo una professoressa severa e per il nostro bene“, il commento di altri studenti rimasti sotto shock.
La “vendetta” per un debito scolastico
Secondo quanto riferito all’Adnkronos, il ragazzo avrebbe da tempo un forte risentimento nei confronti della docente, legato anche a un debito scolastico. «La odiava», hanno raccontato alcuni studenti. E avrebbe parlato con loro anche dell’intenzione di colpirla.
«Ce lo aveva detto», hanno riferito i compagni, aggiungendo però che quelle parole non erano state prese sul serio. Un racconto che, se confermato, potrebbe contribuire a ricostruire il contesto nel quale è maturata l’aggressione e soprattutto a capire se il gesto fosse stato annunciato in precedenza ad altri studenti.

“Uno studente tranquillo”
Il 13enne, secondo quanto riferito dal ministero dell’Istruzione e del Merito, era considerato un ragazzo tranquillo e non avrebbe manifestato particolari problematiche. Il ministro Giuseppe Valditara ha contattato la dirigente scolastica dell’istituto Giovanni Verga, Wanda Giacomini, esprimendo vicinanza e solidarietà alla docente ferita e all’intera comunità scolastica.
La solidarietà del ministro
Proprio Valditara, in una nota diffusa dopo l’aggressione, ha indicato tra gli aspetti da approfondire anche il possibile ruolo della rete. «Dalle prime informazioni, ancora da confermare», il giovane avrebbe ripreso in video il gesto e «potrebbe aver avuto un ruolo nella vicenda l’influenza dei social e di siti violenti a cui si sarebbe avvicinato negli ultimi tempi».
Il ministro ha quindi richiamato la necessità di rafforzare l’educazione al rispetto e la consapevolezza dei rischi legati alla rete, sostenendo anche l’esigenza di limitare l’accesso dei minori ai social e ai «canali pericolosi». Nel suo intervento Valditara ha inoltre sottolineato il tema del rispetto dell’autorità dei docenti, delle regole e della responsabilità.
Il presidente del Municipio: «Sconvolto, dobbiamo riflettere sui social»
«Sono sconvolto, questa storia mi ha turbato tantissimo», il commento di Mauro Caliste, presidente del V Municipio di Roma. «Parlo da genitore e da nonno, prima che da presidente del Municipio», spiega, dicendosi preoccupato per «la deriva cui sta arrivando il senso di civiltà in Italia».
Caliste sottolinea come il ragazzo, secondo quanto emerso finora, non avesse mostrato particolari segnali di allarme: «In una famiglia normale, come quella del 13enne, con genitori di Centocelle che conosco e che so seguivano quotidianamente il figlio, sia potuta accadere una cosa del genere. Anche a scuola non aveva mai dato motivo di pensare che si potesse arrivare a questo punto».
Il presidente del Municipio invita quindi a interrogarsi sul ruolo della rete: «Forse, noi adulti dovremmo rivedere la gestione dei social e i contenuti dai quali i minori non hanno strumenti per difendersi». E annuncia: «La prima cosa che devo e voglio fare oggi è andare a trovare la professoressa in ospedale».




















