Incidente mortale sul lavoro a Ostia, carabinieri e funzionari Spresal sul posto (VIDEO)

Incidente mortale sul lavoro a Ostia Ponente, indagini in corso da parte del servizio Asl Roma 3

Un incidente mortale sul lavoro ha insanguinato Ostia Ponente nel pomeriggio di oggi, lunedì 14 settembre. A perdere la vita un operaio di 46 anni di nazionalità italiana.

Incidente mortale sul lavoro a Ostia Ponente, indagini in corso da parte del servizio Asl Roma 3

L’incidente si è verificato intorno alle ore 15.15 di fronte al civico 16 di via Antonio Forni dove il cestello di un montacarichi agganciato alla gru di un autocarro adibito a mansioni edili ha ceduto, scaraventando dall’altezza di circa cinque metri, l’addetto che in quel momento era impegnato nei lavori.

Sulla dinamica dell’evento, che ha coinvolto un’azienda di Cisterna di Latina ormai giunta a conclusione di alcuni interventi sulla facciata dello stabile per sistemare i separatori tra i balconi, indagano i funzionari del Servizio per la prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (Spresal) della Asl Roma 3.

Stando a una prima ricostruzione emersa dalle verifiche effettuate sull’autogru sembrerebbe che la causa del sinistro sia dipesa dalla rottura del braccio di sostegno del cestello in cui si trovava la vittima al momento dello schianto.

Il luogo della tragedia è stato messo in sicurezza dai carabinieri della Compagnia di Ostia, presenti sul posto con diverse pattuglie. La salma del manovale è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria che dovrà stabilire se procedere all’esame autoptico finalizzato a stabilire le cause del decesso.

La testimonianza

Attimi di agghiacciante terrore sono rimasti impressi negli occhi di Laura che ha assistito ai momenti immediatamente successivi alla tragedia.

L’operaio stava lavorando al rifacimento dei balconi quando il supporto su cui era assicurato deve essersi girato scaraventandolo al suolo. Stavo uscendo dal veterinario lì vicino e ho sentito il collega che forse gli era accanto tentare di salvarsi mentre veniva aiutato da alcune persone“.

Poi -aggiunge la donna- da uno dei terrazzini ho sentito chiamare più volte Marco, Marco, Marco ma lui era già a terra“.

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