Un favo multilivello da record di vespe germaniche, composto da decine di strati sovrapposti e protetto da un telo di plastica sotterraneo, ospitava centinaia di regine, letteralmente pronte a colonizzare la Capitale: per riportare la sicurezza al circolo sportivo, l’intervento di uno scavatore meccanico.
Scavo d’emergenza e ruspe in azione nel circolo sportivo per neutralizzare migliaia di vespe germaniche che minacciavano gli atleti
Un insolito movimento sotterraneo e una striscia di segnalazione bicolore hanno cinto d’assedio una porzione verde della zona Nomentana a Roma. Tra siepi e vialetti frequentati dagli atleti di un circolo sportivo, si celava un’insidia di dimensioni imponenti, in grado di riprodursi a ritmi vertiginosi e di resistere perfino ai tentativi improvvisati di eradicazione.
E’ stata la la presenza costante di insetti aggressivi presso la struttura del circolo di tiro con l’arco Nomentano a Roma, ad insospettire i frequentatori e la gestione del centro. Poi, un’ispezione più approfondita lungo il perimetro verde ha rivelato una situazione ben più complessa e pericolosa di quanto ipotizzato inizialmente.
Le vespe entravano e uscivano da una fessura nel terreno, posizionata esattamente a ridosso delle aree frequentate quotidianamente dagli atleti. Il gestore del campo, dopo aver tentato autonomamente di arginare il problema con fuoco e prodotti insetticidi, si è reso conto che la colonia continuava a prosperare al sicuro nelle profondità del suolo.
Viste le temperature estive e la presenza di giovani arcieri in abbigliamento leggero (pantaloncini corti e magliette), la potenziale minaccia di attacchi di massa ha spinto la direzione a bloccare la zona con nastro segnaletico e a richiedere un intervento professionale d’emergenza.
L’operazione di soccorso con lo scavatore meccanico
L’intervento di bonifica si è rivelato eccezionale per complessità e mezzi impiegati. L’esperto etologo e zoofilo Andrea Lunerti, giunto sul posto insieme ad un collaboratore, ha compreso immediatamente che l’estrazione manuale sarebbe stata insufficiente.
Per raggiungere il cuore della colonia è stato necessario impiegare un escavatore meccanico, guidato sul terreno per scalzare le zolle di terra e demolire lo strato protettivo.
L’ispezione ha mostrato come le vespe avessero addirittura sfruttato un telo di plastica sotterraneo (inizialmente scambiato per una roccia), per proteggere la struttura dalle intemperie e dall’umidità.
Così, operando con tute protettive integrali ad alta resistenza, gli esperti hanno scavato a fondo, portando alla luce un nido a favi sovrapposti di dimensioni straordinarie, frammentato in decine di dischi ricchi di celle e larve.

I rischi per gli atleti e l’aggressività della colonia
La Vespula germanica rappresenta una delle specie di vespoidi più temibili negli ambienti antropizzati. A differenza dei comuni calboni o delle vespe cartonaie, la vespa germanica nidifica frequentemente nel terreno, sfruttando cavità preesistenti che estende continuamente. A spiegarlo l’esperto etologo.
Quando la colonia viene disturbata, anche involontariamente tramite il calpestìo del terreno o le vibrazioni dei passi, gli insetti scatenano attacchi collettivi estremamente determinati e reiterati.
A differenza delle api infatti, le vespe non perdono il pungiglione e possono sferrare punture multiple inoculando veleno ad ogni stoccata. Nel contesto del circolo sportivo, con ragazzi e atleti che si allenano a corpo scoperto, un attacco sferrato da centinaia di individui avrebbe potuto causare shock anafilattici o reazioni tossiche gravi, rendendo impossibile l’estrazione della regina e della struttura cardine del nido.
Le caratteristiche della Vespula germanica e la colonizzazione urbana
Come spiegato dall’etologo Andrea Lunerti nel corso dell’operazione, la proliferazione di vespa germanica nell’area di Roma e in particolare nel quartiere Nomentano, è legata a precisi fattori ambientali.
L’agricoltura intensiva e lo sfruttamento del suolo rurale riducono gli spazi naturali di nidificazione, spingendo questi insetti verso i centri urbani e le aree verdi cittadine ricche di cibo e riparo.
All’interno del favo estratto a Roma sono state rinvenute numerosissime nuove regine già formate, pronte a svernare e a fondare, con la primavera successiva, decine di nuove colonie in tutto il territorio circostante.




















