Le bollette pagate per consumi minimi ed il resto rubato direttamente dalla cabina di energia elettrica pubblica. Scoperto a Centocelle un maxi furto di corrente da circa 500mila euro: con un allaccio abusivo il centro sportivo U.S.D. Centocelle di viale della Primavera si sarebbe assicurato consumi a volontà . Ieri pomeriggio i carabinieri di Centocelle hanno fatto scattare le manette ai polsi della presidente della struttura, una 46enne.
Scoperto un maxi furto di energia elettrica da 500mila euro al centro sportivo di Centocelle: la cabina pubblica era collegata a quella del circolo. Oggi la direttissima per la presidente
Il blitz a sorpresa ha dato conferma ai sospetti dei tecnici di Areti: la cabina elettrica del circolo era stata collegata abusivamente a quella pubblica tramite una linea murata e invisibile dall’esterno.
A far scattare le verifiche sono stati i report dei tecnici di Areti, la società che gestisce la rete di distribuzione capitolina. I dati sul monitoraggio del flusso di corrente mostravano un’incongruenza marcata: l’energia complessivamente prelevata per alimentare la struttura di viale della Primavera risultava nettamente superiore a quella registrata e contabilizzata dal misuratore ufficiale.
Il tracciato dei cavi

Le indagini, condotte dai carabinieri della stazione di Centocelle insieme al personale specializzato della società elettrica, si sono concentrate sull’intero tracciato dei cavi. In apparenza la linea pareva regolare, con un’utenza ufficiale e fatture normalmente saldate. Tuttavia, un’ispezione approfondita ha rivelato il meccanismo: il cavo principale veniva intercettato prima di raggiungere il contatore e collegato a un quadro elettrico abusivo, interrato e nascosto all’interno della muratura. Da lì, una seconda linea parallela convogliava l’elettricità direttamente agli impianti del circolo senza che il flusso venisse registrato.
Per consentire ai tecnici di individuare e disattivare l’allaccio clandestino è stato necessario demolire una porzione di muro e rimuovere la copertura mimetica usata per coprire il quadro pirata. L’intera operazione di messa in sicurezza della rete è durata diverse ore.
La 46enne arrestata deve rispondere dell’accusa di furto aggravato di energia elettrica e comparirà oggi davanti al giudice di piazzale Clodio per il rito direttissimo. Gli investigatori sono ora al lavoro per ricostruire la genesi dell’opera edilizia abusiva: l’ipotesi è che il collegamento sia stato realizzato in concomitanza con passati lavori di ristrutturazione dell’impianto. La relazione tecnica finale di Areti permetterà di quantificare con esattezza il danno arrecato, calcolando i consumi effettivi stimati dal 2018 a ieri.




















