Madre si incatena davanti al Tribunale di sorveglianza di Roma: «Mio figlio detenuto non si nutre da giorni»

La protesta di una madre per le condizioni del figlio detenuto a Regina Coeli con gravi lesioni all'esofago. "Nessuno tocchi Caino" si schiera con lei sotto al Tribunale di Sorveglianza

Una cella di Regina Coeli

Una madre si incatena davanti al Tribunale di Sorveglianza di Roma per lanciare un grido d’allarme sulle condizioni di salute del figlio: «Mio figlio detenuto non si nutre da giorni». È la protesta disperata di Angela Scuderi, madre di Giuseppe «Pippo» Scuderi, recluso nel carcere di Regina Coeli.

La protesta di una madre per le condizioni del figlio detenuto a Regina Coeli con gravi lesioni all’esofago. “Nessuno tocchi Caino” si schiera con lei sotto al Tribunale di Sorveglianza

Secondo la denuncia della donna e dell’associazione Nessuno tocchi Caino, l’uomo – affetto da gravi lesioni all’esofago e costretto all’alimentazione artificiale – ha rimosso il sondino medico per protestare contro il presunto stato di abbandono sanitario in cui versa all’interno dell’istituto penitenziario.

Sul posto sono subito intervenuti i dirigenti dell’associazione Sergio D’Elia, Rita Bernardini ed Elisabetta Zamparutti. «Il caso di Pippo è un esempio emblematico del diritto alla salute in carcere», hanno dichiarato, sottolineando la gravità di un quadro clinico compromesso già da tempo.

Scuderi, che ha trascorso oltre quindici anni di detenzione a Rebibbia, era noto all’interno della struttura per la partecipazione attiva alle attività riabilitative e per aver lavorato come giardiniere, ottenendo anche permessi premio grazie alla condotta esemplare.

La situazione medica è poi degenerata a causa delle conseguenze di un gesto di autolesionismo risalente ad anni fa, quando il detenuto ingerì dell’acido riportando lesioni irreversibili all’esofago. Da allora, Scuderi deve alimentarsi esclusivamente tramite una digiunostomia, un accesso artificiale diretto all’intestino.

La madre e l’avvocato difensore Fabio Federico denunciano un’assistenza sanitaria  inadeguata, segnata da infezioni ricorrenti e da continui ricoveri d’urgenza.

La protesta con rimozione del sondino

La protesta del detenuto è culminata il 31 agosto con la rimozione del sondino e la successiva interruzione dell’alimentazione.

Nonostante la documentazione medica presentata dalla difesa, le autorità giudiziarie hanno respinto la richiesta di differimento della pena.

Un caso giunto anche all’attenzione del Parlamento: come evidenziato dalla presidente di Nessuno tocchi Caino Rita Bernardini, a un’interrogazione presentata a gennaio sul caso di Scuderi e di altri detenuti gravemente malati, il Ministero della Giustizia non ha ancora fornito risposta. Con la sua protesta a Roma, la madre chiede ora un intervento urgente delle istituzioni e una nuova valutazione sulla compatibilità del carcere con la salute del figlio.