Ai domiciliari per tre colpi ad Ardea, aveva saccheggiato anche il distributore automatico del comando dei vigili

L'uomo, ritenuto responsabile della serie di furti ad Ardea tra fine luglio e inizio agosto, si trova ora agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico

L'uomo, ritenuto responsabile della serie di furti ad Ardea tra fine luglio e inizio agosto, si trova ora agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico
Il Comando della Polizia Municipale saccheggiato

Tre colpi messi a segno tra fine luglio e i primi di agosto, uno dei quali all’interno del Comando della Polizia Locale di Ardea. Per questo, un uomo di 30 anni, residente ad Aprilia, è stato posto agli arresti domiciliari — con l’applicazione del braccialetto elettronico — su disposizione del GIP di Velletri.

L’uomo, ritenuto responsabile della serie di furti ad Ardea tra fine luglio e inizio agosto, si trova ora agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico

A eseguire il provvedimento, i Carabinieri della Tenenza di Anzio. Il lavoro alle spalle è stato lungo: analisi minuziosa dei sistemi di videosorveglianza, incrocio dei fotogrammi con gli elementi raccolti nei sopralluoghi.

Il colpo alla Polizia Locale

Il colpo più clamoroso è quello alla sede della Polizia Locale di Ardea. L’uomo divelle la grata d’ingresso, si intrufola, punta dritto ai distributori automatici di bevande. Li saccheggia. Poi sparisce. Due giorni dopo, il 2 agosto, si ripete lo schema. Stavolta il bersaglio è un esercizio commerciale in via Laurentina. Porta forzata, registratore di cassa svuotato: circa 50 euro sottratti. Un dettaglio che cambia il quadro: la proprietaria non aveva sporto denuncia. È stata l’indagine dei militari a far emergere l’episodio, ricostruendo un tassello che altrimenti sarebbe rimasto invisibile.

Il furto di gruppo del 22 luglio

La storia però parte prima. Il 22 luglio, un locale multiservizi di Ardea finisce nel mirino di un gruppo di sei persone, volto travisato e guanti. Serranda scardinata, vetrata infranta a colpi di spranga metallica. Nel bottino, telefoni cellulari e una piccola somma di denaro. Poi la fuga, in auto. Da qui prende forma l’indagine che porterà, settimane dopo, all’identificazione del 30enne.

Il lavoro dei Carabinieri

L’attività d’indagine è stata condotta congiuntamente al Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Anzio, permettendo di raccogliere gravi elementi indiziari a carico dell’indagato. Un mosaico ricostruito pezzo per pezzo — telecamera dopo telecamera, sopralluogo dopo sopralluogo — fino a un quadro che il GIP ha ritenuto solido abbastanza da giustificare la misura cautelare. L’uomo è ora ai domiciliari, sorvegliato dal braccialetto elettronico