Droga nel burro d’arachidi per un detenuto del carcere di Velletri: due persone nei guai

Droga nascosta in un barattolo di burro d'arachidi destinato ad un detenuto di Pomezia che scontava la pena nel carcere di Velletri

Un carcere
Un istituto penitenziario. Foto di archivio

Un barattolo di burro di arachidi nascondeva qualcosa di molto diverso dal prodotto alimentare dichiarato. All’interno di un pacco postale destinato a un detenuto del carcere di Velletri, gli agenti della Polizia Penitenziaria hanno scoperto 52 grammi di hashish e 10 grammi di cocaina.

Droga nascosta in un barattolo di burro d’arachidi destinato ad un detenuto di Pomezia che scontava la pena nel carcere di Velletri

Lo stupefacente era stato occultato in modo particolare, sperando di non essere trovato. La droga si trovava infatti dentro un roll-on stick, a sua volta nascosto all’interno del barattolo inserito nella spedizione.

A far emergere il contenuto è stato un controllo effettuato sul pacco prima che potesse essere introdotto nel carcere. Un’attenzione che ha permesso di individuare il nascondiglio e bloccare la spedizione.

Il destinatario è un giovane detenuto originario di Pomezia, mentre anche il mittente del pacco è stato individuato. Per entrambi è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria. Saranno ora gli accertamenti a chiarire le responsabilità e la provenienza dello stupefacente.

Il controllo e il tentativo di far entrare la droga

Il quantitativo complessivo rinvenuto ammonta a 62 grammi di sostanze stupefacenti, suddivisi tra hashish e cocaina.

Il sistema utilizzato per occultarli puntava sulla presenza di un normale prodotto alimentare. All’interno del barattolo, però, era stato inserito un contenitore diverso, nel quale era nascosto lo stupefacente.

È proprio questo passaggio a rendere significativo il controllo effettuato dagli agenti: un pacco apparentemente ordinario può contenere oggetti o sostanze non consentiti all’interno di un istituto penitenziario.

Il contrasto all’introduzione di droga rappresenta infatti una delle attività quotidiane della Polizia Penitenziaria. I controlli riguardano anche la corrispondenza e i pacchi destinati alle persone detenute, con l’obiettivo di impedire che sostanze stupefacenti e altri materiali vietati possano entrare nella struttura.

Nel caso avvenuto a Velletri, la verifica ha consentito di intercettare lo stupefacente prima della sua introduzione nel carcere.

La vicenda riguarda ora l’autorità giudiziaria, alla quale spetterà valutare la posizione del detenuto di Pomezia e del mittente della spedizione.

Il particolare sistema di occultamento, con lo stupefacente inserito in un roll-on – un involucro – nascosto dentro un barattolo di burro di arachidi, non è bastato a superare i controlli.