Il mercato immobiliare cresce ovunque, ma a Roma tutto dipende dal quartiere

Compravendite e prezzi in aumento in tutta Italia nel 2026, ma il mercato immobiliare a Roma resta un mosaico di zone con logiche proprie: un esperto spiega perché le medie cittadine da sole non bastano

Compravendite e prezzi in aumento in tutta Italia nel 2026, ma il mercato immobiliare a Roma resta un mosaico di zone con logiche proprie: un esperto spiega perché le medie cittadine da sole non bastano
Immagine di repertorio -Canaledieci.it

Compravendite e prezzi in crescita in tutta Italia nel 2026. Ma quando si parla di Roma, i numeri nazionali sul mercato immobiliare raccontano solo una parte della storia: la Capitale, spiega chi il mercato lo conosce da vicino, è un mosaico di quartieri con logiche proprie, non un blocco unico.

Compravendite e prezzi in aumento in tutta Italia nel 2026, ma il mercato immobiliare a Roma resta un mosaico di zone con logiche proprie: un esperto spiega perché le medie cittadine da sole non bastano

Roma conferma centralità e dinamicità nel panorama nazionale del mercato immobiliare. Ma questa centralità nasconde una complessità che va oltre i titoli e le medie di città. Roma non risponde a un’unica logica di domanda e offerta. Errore comune, ricorrente: trattare la città come un blocco unico. Non lo è, e non lo è mai stato.

Daniele Scatassi, imprenditore e manager del settore immobiliare, lo spiega con precisione chirurgica: «Roma continua a mostrare vitalità, ma dobbiamo evitare un errore molto comune: parlare del mercato immobiliare romano come se fosse un mercato unico. Roma è un insieme di micro-mercati. Quartieri diversi, e in alcuni casi persino strade molto vicine, possono presentare valori, domanda e tempi di vendita differenti. Le quotazioni medie sono utili per comprendere una tendenza generale, ma non possono sostituire la valutazione puntuale del singolo immobile».

Lo scenario nazionale: i numeri del 2026

Quello che vale per Roma, in scala diversa, vale per l’Italia intera. Il primo trimestre 2026 mostra un mercato immobiliare in movimento, non in fibrillazione.

Le compravendite residenziali crescono del +4,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I prezzi corrono ancora più veloci: l’ISTAT segna un +5,2% su base annua, con il nuovo a +6,7% e l’usato a +4,8%.

Scatassi commenta i dati senza concessioni retoriche: «I numeri ci permettono di evitare sia facili entusiasmi sia inutili allarmismi. Non siamo di fronte a un mercato fermo. Siamo di fronte a un mercato che sta cambiando e che oggi definirei solido, ma certamente più selettivo».

Tempi di vendita e sconti: il termometro di Banca d’Italia

Il secondo trimestre conferma la tendenza. Tempi medi di vendita a 5,2 mesi. Sconto medio sul prezzo richiesto al 7,1%. Livelli storicamente contenuti, quasi ai minimi. Domanda contenuta, offerta in progressiva riduzione, credito ancora disteso: tre forze che tengono in equilibrio l’intero sistema.

Scatassi lo riassume in una formula netta: «Quando un immobile incontra realmente la domanda ed è correttamente posizionato, il mercato continua a rispondere. Le difficoltà emergono soprattutto quando esiste una distanza eccessiva tra le aspettative del proprietario e ciò che gli acquirenti sono effettivamente disposti a riconoscere».