Torna la normalità per la viabilità in via di Santa Croce in Gerusalemme. Il Comune di Roma ha confermato il completamento delle operazioni di smontaggio delle tende e dei bagni chimici che occupavano la sede stradale all’altezza dello stabile di Spin Time.
Smontato il presidio di Spin Time in via di Santa Croce in Gerusalemme: riapre la strada, ma i gazebo restano sul marciapiede
La carreggiata è stata completamente riaperta al traffico automobilistico, anche se la protesta non si spegne del tutto: sul marciapiede rimangono infatti posizionati i gazebo degli attivisti come presidio simbolico e informativo.
Nei giorni scorsi il Comune aveva trovato alloggi temporanei per tutti gli ex occupanti dello stabile, circa 127 nuclei familiari, come avevano spiegato gli attivisti di Spin Time, ora impegnati a far ripartire la loro esperienza abitativa, culturale e sociale.
Scontro politico: l’attacco della Lega
La gestione della piazza continua a sollevare accese polemiche. Dura la presa di posizione di Simonetta Matone, deputata della Lega ed ex magistrato, che punta il dito contro la giunta capitolina: «Quello che avevo paventato alcuni giorni fa con il collega Trancassini si è puntualmente realizzato. L’arroganza del Sindaco che autorizza il commercio in strada agli occupanti è uno schiaffo in faccia a tutti i cittadini romani che per lavorare pagano le tasse.
I cosiddetti “cornuti e mazziati” rimangono comunque i 400 abitanti dello Spin Time, che vedono rinviata sine die la soluzione dei loro problemi».
La risposta sociale: nasce il progetto “Casa Esquilino”
Sul fronte dell’assistenza, il quartiere si mobilita per evitare un’emergenza sociale. È scattato il progetto “Casa Esquilino”, promosso dal Polo Civico Esquilino con l’adesione di 56 associazioni e il supporto di Roma Capitale. L’iniziativa punta a non disperdere la comunità di famiglie che fino al 29 luglio abitava nei locali del complesso.

L’appello rivolto alla cittadinanza è quello di aprire le porte a forme di ospitalità condivisa. Il focus principale riguarda i 90 minori coinvolti: l’obiettivo è garantire loro continuità scolastica, educativa e relazionale, mantenendoli legati ai punti di riferimento del rione — dalla scuola Di Donato al centro di aggregazione Matemù, fino agli spazi sportivi e alle piazze in cui sono cresciuti.




















