Tragedia a Morena: Alessandro Speranzini muore dopo lo schianto in auto, la famiglia cerca testimoni (FOTO)

Il decesso di Alessandro Speranzini è avvenuto al Policlinico di Tor Vergata dopo il ricovero in terapia intensiva: con le indagini della Polizia Locale, l'appello per ricostruire la dinamica

Non ce l’ha fatta Alessandro Speranzini, il 60enne rimasto coinvolto in un grave incidente stradale giovedì scorso a Morena. L’uomo è deceduto al Policlinico di Tor Vergata a causa delle gravissime lesioni riportate nello schianto. Familari e amici nel dolore, lanciano ora un appello sui social per rintracciare testimoni.

Il decesso di Alessandro Speranzini è avvenuto al Policlinico di Tor Vergata dopo il ricovero in terapia intensiva: con le indagini della Polizia Locale, l’appello per ricostruire la dinamica

La tragedia si è consumata nel tardo pomeriggio di giovedì 20 agosto, intorno alle 17.00, nel quartiere Morena alla periferia est di Roma. Alessandro Speranzini, si trovava alla guida della sua Toyota Yaris e stava percorrendo via Casal Morena quando, ha perso improvvisamente il controllo del veicolo, all’altezza del civico 48, dove è presente la fermata dell’autobus Casal Morena-Cortale.

La vettura ha sbandato paurosamente finendo per schiantarsi con estrema violenza contro un muro situato ai margini della carreggiata.

L’impatto è stato devastante. Sul posto sono giunti immediatamente i soccorsi del 118 che, valutata l’estrema gravità della situazione, hanno trasportato il conducente d’urgenza in codice rosso presso la struttura ospedaliera del Policlinico di Tor Vergata.

L’uomo è stato trasferito direttamente nel reparto di terapia intensiva per tentare di stabilizzarne i parametri vitali. Purtroppo, nonostante gli sforzi disperati del personale medico, il quadro clinico della vittima si è rivelato irreparabile, e il decesso è sopraggiunto poche ore dopo l’ingresso in ospedale.

I rilievi delle forze dell’ordine e la ricerca di testimoni

Sul luogo del sinistro sono intervenuti gli agenti del settimo gruppo Tuscolano della Polizia Locale di Roma Capitale gli agenti del VII gruppo Tuscolano, ai quali sono stati affidati i rilievi scientifici e la ricostruzione dell’esatta dinamica dei fatti.

I vigili urbani hanno lavorato a lungo sul tratto stradale per raccogliere gli elementi utili a chiarire la traiettoria seguita dalla Toyota Yaris prima di impattare contro la struttura muraria e per accertare le cause dell’improvvisa perdita di controllo del mezzo.

Tragedia a Morena: Alessandro Speranzini muore dopo lo schianto in auto, la famiglia cerca testimoni (FOTO) 1

Nel frattempo, la notizia del decesso di Alessandro Speranzini si è diffusa rapidamente nella comunità locale, gettando nello sconforto quanti lo conoscevano.

Per fare piena luce su quanto accaduto in quei drammatici momenti, i parenti e gli amici della vittima si sono mobilitati attivamente. Attraverso messaggi diffusi sulle piattaforme social e all’interno dei gruppi di quartiere, la famiglia ha lanciato un accorato appello rivolto a chiunque si trovasse a passare lungo via Casal Morena intorno alle 17 di giovedì, chiedendo a eventuali testimoni di farsi avanti per fornire dettagli utili alla ricostruzione della dinamica.

La rabbia del quartiere e la denuncia sui pericoli della strada

La morte di Alessandro Speranzini ha riacceso con forza le polemiche sulla sicurezza viaria di via Casal Morena, una delle arterie principali del quadrante, da tempo al centro di accese denunce da parte dei cittadini residenti. Gli abitanti della zona segnalano da anni una serie di gravi criticità mai risolte dalle istituzioni.

L’angoscia per le sorti dell’arteria stradale trova riscontro nelle parole di chi vive su quella strada da sempre, assistendo quotidianamente a scenari di costante pericolo. Io ci abito da sempre su via di Casal Morena e mi hanno buttato giù il muro diverse volte, come ad altri su questa strada, che è diventata pericolosissima“, denuncia un residente della zona.

“Corrono come matti, sorpassano gli autobus quando fanno la fermata e ci deve scappare il morto per prendere qualche provvedimento, tipo dei leggeri dossi sulle strisce che rallenterebbero tutti coloro che vogliono correre. Un pensiero va al poverino che è morto il 20 agosto. Una testimonianza cruda che riassume la rabbia e il dolore di un intero quartiere di fronte all’ennesima tragedia.

Il tratto viene costantemente percorso a velocità ben superiori ai limiti consentiti, con conduttori che effettuano manovre di sorpasso azzardate persino in prossimità delle fermate dei mezzi pubblici o quando vi sono autobus fermi per il carico e lo scarico dei passeggeri.

A peggiorare la situazione si aggiunge la totale assenza di infrastrutture adeguate per la tutela della circolazione e dei pedoni. La strada risulta priva di passaggi pedonali protetti e i marciapiedi, formalmente promessi dalla pubblica amministrazione nel corso dell’anno precedente, non sono mai stati realizzati, costringendo chi si sposta a piedi a camminare a ridosso del traffico veicolare.

Inoltre, la grande amarezza dei residenti è stata ulteriormente alimentata dalle recenti determine comunali previste per l’installazione di nuovi dossi e rallentatori di velocità in vari quartieri della Capitale, documenti nei quali via Casal Morena non risulta menzionata. Un’esclusione che lascia la zona priva dei necessari dispositivi di prevenzione, trasformando la via in un tragico scenario di rischio quotidiano.

L’affondo del Comitato di Quartiere sulla sicurezza e sulla criminalità

All’indomani del drammatico incidente che è costato la vita ad Alessandro Speranzini, la tensione a Morena sale e la protesta passa direttamente attraverso la voce del Comitato di Quartiere. L’attenzione delle istituzioni viene additata come insufficiente e fuori bersaglio rispetto alle reali emergenze dei cittadini.

“Oltre a concentrarsi sui monopattini dovremmo concentrarci in maniera più forte e diretta sulla sicurezza stradale, troppo carente a Morena tra mancanza di marciapiedi, dossi, autovelox, parapedonali e attraversamenti illuminati”, attaccano senza mezzi termini dai vertici del CdQ.

Una richiesta di interventi strutturali indilazionabili che si intreccia anche con l’allarme per la microcriminalità diffusa: “Oltre che anche per i continui furti che avvengono, mi sembra che a volte ci si batta tanto per ottenere le cose più semplici e poco per ottenere cose più concrete”. Un monito duro che accende i riflettori su un territorio stanco di promesse e di battaglie marginali.