La tragedia del ritrovamento si è consumata drammaticamente in queste ore lungo le sponde del fiume Tevere. Le ricerche disperate si sono concluse nel peggiore dei modi con il recupero del corpo senza vita di Roberto D’Ambrosio, il 54enne scomparso improvvisamente il 18 agosto dalla zona di Testaccio.
Il corpo di Roberto D’Ambrosio è riaffiorato a Ponte Sublicio dopo la segnalazione di un passante: Procura della Repubblica dispone l’autopsia
La vicenda che ha sconvolto il quartiere di Testaccio e l’intera capitale ha inizio nel primo pomeriggio dello scorso 18 agosto 2026. Attorno alle ore 15:00, Roberto D’Ambrosio, uomo di 54 anni, è stato visto per l’ultima volta lungo il tratto stradale di Lungotevere nella zona di Testaccio. Da quel preciso istante dell’uomo si sono perse completamente le sue tracce, svanito nel nulla nel giro di poch minuti.
La prolungata assenza e la totale mancanza di contatti hanno immediatamente allarmato i familiari, i quali, presi dalla crescente angoscia, hanno deciso di non attendere oltre e si sono rivolti alle forze dell’ordine per formalizzare ufficialmente la denuncia di scomparsa.
A supporto delle operazioni di ricerca e per diffondere capillarmente l’allarme, si è attivato anche il Comitato Scientifico Ricerca Scomparsi ODV, che ha diffuso locandine e appelli sui canali di comunicazione invitando chiunque avesse informazioni utili a contattare subito il numero d’emergenza 112 oppure la linea diretta dedicata alle ricerche.
La macabra scoperta a Ponte Sublicio e l’intervento dei soccorsi
Le speranze di ritrovare Roberto D’Ambrosio ancora in vita si sono spezzate tragicamente nel pomeriggio di ieri, quando una chiamata d’emergenza è arrivata al numero unico 112. A lanciare l’allarme è stato un passante che, camminando lungo l’argine del fiume all’altezza di ponte Sublicio, ha notato qualcosa affiorare dall’acqua.
La macchina dei soccorsi si è messa in moto istantaneamente con l’invio sul posto delle squadre dei Vigili del Fuoco, il cui intervento si è rivelato fondamentale per portare a termine le complesse e delicate operazioni di recupero del cadavere dalle acque e dalla fitta vegetazione. Contestualmente sono giunte nell’area le gazzelle dell’Arma dei Carabinieri per mettere in sicurezza il luogo del ritrovamento.
I rilievi tecnico-scientifici dei Carabinieri e l’identificazione
L’identificazione formale della salma è arrivata a stretto giro da parte degli investigatori grazie al rapido riscontro incrociato con i dati contenuti nella denuncia di scomparsa che i parenti avevano presentato appena 24 ore prima.
Sulle sponde del Tevere, sono intervenuti tempestivamente i militari dell’Arma appartenenti alla Stazione Roma Aventino, supportati sul campo dagli specialisti del Nucleo Investigativo di Roma e gli esperti della scientifica, che hanno condotto minuziosi e approfonditi rilievi lungo l’argine per repertare ogni elemento utile a ricostruire con esattezza la dinamica dell’accaduto e il tragitto percorso dall’uomo prima di finire in acqua.
L’inchiesta della Procura della Repubblica e le ipotesi investigative
Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta formale da parte della Magistratura. Il pubblico ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Roma ha disposto il sequestro della salma e il suo successivo trasferimento presso l’istituto di medicina legale, dove nelle prossime ore verrà eseguito l’esame autoptico.
I risultati della perizia medico-legale saranno decisivi per chiarire con certezza scientifica le esatte cause che hanno provocato la morte di Roberto D’Ambrosio e per stabilire con precisione l’orario del decesso.
Allo stato attuale delle indagini, gli inquirenti dell’Arma dei Carabinieri non escludono alcuna ipotesi, compresa quella di un tragico gesto volontario.




















