Mentre una drammatica scia di incendi devasta Roma e la sua provincia, l’ennesimo ferimento al patrimonio arboreo accende la rabbia dei cittadini. Ad Albano Laziale, in pieno agosto, due maestose querce storiche sono state drasticamente capitozzate da un privato, privando il quartiere e gli anziani della loro unica e preziosa oasi d’ombra.
Rabbia dei cittadini ad Albano per le querce mutilate: con le segnalazioni scattano le verifiche ma i controlli arrivano quando il danno è ormai irrimediabilmente fatto
Il territorio capitolino e l’intera provincia stanno attraversando giorni di profonda ed amara sofferenza ambientale. In questa calda estate, gli incendi boschivi ed urbani continuano a divorare ettari di macchia mediterranea ed aree verdi, imponendo uno sforzo immane ai soccorritori per limitare la distruzione.
In un momento storico in cui la tutela dell’ambiente e delle alberature dovrebbe rappresentare una priorità assoluta per l’intera comunità, le notizie relative alla distruzione e il danneggiamento improprio del patrimonio arboreo residuo, suonano come una ferita ancora più dolorosa, inaccettabile ed intollerabile per i cittadini.
Dal taglio dei pini al Fleming allo scempio di Albano
Soltanto ieri, l’opinione pubblica aveva espresso un fortissimo sdegno per la denuncia amara dell’abbattimento dei pini storici del quartiere Fleming a Roma, ma l’allarme si è immediatamente spostato nei Castelli Romani con un nuovo episodio.
Proprio mentre nei giorni scorsi decine di coraggiosi volontari della Protezione Civile e cittadini lottavano strenuamente contro le fiamme per salvare gli alberi ed i boschi di Tuscolo, arrivando a rischiare la propria vita tra fumo e fuoco pur di proteggere la natura, ad Albano Laziale si consumava quello che è stato descritto come “uno scempio silenzioso ed ingiustificato”. In pieno agosto, un privato ha infatti provveduto ad un’aggressiva e drastica capitozzatura di alcune querce storiche, mutilandole e rovinandole per sempre.
La rabbia del Coordinamento e l’oasi d’ombra distrutta
La denuncia, lanciata con forza sui canali social dal Coordinamento Ambientalista Castelli Romani e ripresa dal gruppo di quartiere “Sei Di Albano Se”, ha immediatamente sollevato un’ondata di indignazione corale.
“Quelle due querce ferite non rappresentano soltanto un elemento estetico e naturale di grande pregio, ma costituivano letteralmente gli unici alberi presenti all’interno dell’intero di un ampio quadrante” – come riferisce la nota.

Attorno ad essi sorgeva infatti l’unica isola pedonale riparata dalla calura estiva, che offriva un po’ di ristoro ed un aiuto prezioso agli anziani della zona. L’intervento di capitozzatura, avrebbe così spogliato la piazzetta del suo unico presidio di ombra e rifugio climatico.

L’esposto al Comune e la mancanza di sicurezza
Come confermato dal Coordinamento Ambientalista, è stato immediatamente presentato un formale esposto ed è stata formalizzata una richiesta di spiegazioni e chiarimenti al Comune di Albano per verificare se tutte le procedure previste dal regolamento siano state debitamente rispettate.
Oltre al danno paesaggistico ed ecologico incalcolabile causato a piante secolari, gli ambientalisti hanno sottolineato gravi irregolarità legate all’esecuzione stessa dei lavori, evidenziando la palese mancanza dei dispositivi di protezione individuale (DPI) di sicurezza per i lavoratori.
In attesa di risposte ufficiali dalle istituzioni competenti, il Coordinamento ha intanto ribadito che tanto la vita dei lavoratori quanto la tutela degli alberi storici del territorio devono essere garantite senza compromessi.
Gli accertamenti della Polizia Locale nella zona Villa Ferrajoli
A seguito delle numerose segnalazioni giunte dai cittadini residenti, l’Ufficio Ambiente della Città di Albano Laziale e gli agenti della Polizia Locale si sono rapidamente attivati sul posto per effettuare tutte le verifiche del caso.
I controlli – purtroppo a cose fatte -, mirano ora ad accertare la presenza dei necessari titoli autorizzativi per l’intervento di taglio sugli alberi della zona di Villa Ferrajoli. A riferirlo il Comitato Centro Storico che ha ricordato con fermezza come ogni singola operazione sul verde debba sempre seguire un iter autorizzativo rigoroso che non può, in alcun caso, tradursi in interventi dannosi o mutilanti per il patrimonio arboreo del territorio, come purtroppo già avvenuto in queste ore.




















