Senza dimora spacca a notte fonda i finestrino di un’auto a Termini e viene arrestato dai carabinieri della stazione di Roma San Lorenzo che lo hanno sorpreso all’interno della vettura.
Senza dimora spacca a notte fonda il finestrino di un’auto a Termini, trovato all’interno dell’abitacolo finisce in manette
E’ accaduto intorno alle ore 4.00 di questa notte, lunedì 10 agosto, quando durante un servizio di pattugliamento i militari dell’Arma hanno notato una vettura Alfa Romeo Tonale con il vetro anteriore destro infranto e la portiera socchiusa.
All’interno dell’abitacolo la pattuglia ha sorpreso un uomo di 46 anni che, dopo un breve tentativo i fuga a piedi, è stato inseguito e bloccato. Sul posto è intervenuto anche il personale sanitario del 118 per medicare alcune ferite da taglio alla mano destra che il 46enne aveva riportato, con ogni probabilità, durante l’effrazione del cristallo.
Cavallo di ritorno
Un classico caso di ‘cavallo di ritorno’, sventato dal tempestivo intervento delle forze dell’ordine, è stato invece al centro di un tentativo di estorsione avvenuto intorno alla mezzanotte.
Protagonista della vicenda un cittadino romeno di 42 anni, senza dimora e con precedenti penali. L’uomo si era appropriato poco prima, con un furto lampo eseguito con destrezza, dello smartphone appartenente a un cittadino colombiano di 37 anni.
Anziché limitarsi al furto i malvivente ha alzato la posta ricontattando la vittima e pretendendo un riscatto di 150 euro in contanti per la restituzione del dispositivo.
Indagini tempestive
A sventare il piano è stata la pronta reazione dell’aggredito e la coordinata azione dei militari del Nucleo operativo della Compagnia di Roma Trionfale e della Stazione di Roma Ottavia, coadiuvati dal personale del Nucleo Radiomobile del Gruppo Roma.
I militari hanno attivato un servizio di osservazione, controllo e pedinamento nell’area fissata per l’incontro. Quando l’estorsore si è presentato per incassare la somma e consegnare il telefono è stato bloccato prima che potesse tentare la fuga.
L’indagato è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’ulteriore prosecuzione dell’iter processuale.




















