Nuova allerta alimentare che riguarda un formaggio molto diffuso sulle tavole degli italiani. Una robiola è stata richiamata in via precauzionale dopo che sono emerse possibili criticità legate alla sicurezza alimentare. Il provvedimento è stato pubblicato dal Ministero della Salute e invita i consumatori a controllare attentamente il prodotto acquistato.
Robiola richiamata per rischio microbiologico: scatta l’allerta alimentare. Come verificare il prodotto interessato, quali sono i rischi e cosa fare se è stato acquistato
Il motivo del richiamo è la possibile presenza di Escherichia coli STEC, un batterio che può rappresentare un rischio per la salute. Per questo motivo le autorità raccomandano di non consumare il prodotto qualora corrisponda alle caratteristiche indicate nell’avviso ufficiale.
Chi ha acquistato la Robiola richiamata dovrebbe quindi verificare immediatamente le informazioni riportate sull’etichetta prima di consumarla o utilizzarla in cucina.
Solo dopo aver effettuato questo controllo è possibile stabilire se il prodotto posseduto rientra o meno nel richiamo diffuso dal Ministero.
Il provvedimento, infatti, riguarda esclusivamente la Robiola di capra a latte crudo a marchio Capriss da 300 grammi, identificata dal lotto di produzione 26/06/2026 e con data di scadenza 3 agosto 2026. Il prodotto è stato realizzato da Capriss Società Agricola Sas nello stabilimento di Alseno, in provincia di Piacenza, con marchio di identificazione IT N 275 U CE.
Perché il prodotto è stato richiamato
La motivazione riportata nell’avviso ufficiale è la possibile presenza di Escherichia coli STEC, ovvero ceppi di E. coli produttori della tossina Shiga. Si tratta di un rischio microbiologico che richiede particolare attenzione, motivo per cui il Ministero della Salute ha disposto il richiamo del prodotto interessato.
Anche se la confezione appare perfettamente integra e il formaggio non presenta alterazioni visibili di odore, colore o consistenza, il consiglio è quello di non consumarlo qualora corrisponda ai dati riportati nell’avviso.
Chi ha acquistato la Robiola richiamata deve controllare attentamente l’etichetta della confezione verificando sia il lotto di produzione sia la data di scadenza.
Come sempre accade in questi casi, l’invito delle autorità competenti è quello di prestare la massima attenzione agli avvisi di richiamo alimentare, strumenti fondamentali per garantire la sicurezza dei consumatori e prevenire possibili rischi legati al consumo di alimenti non conformi.
Se i dati coincidono con quelli indicati nel richiamo ministeriale è necessario:
- non consumare il prodotto
- non utilizzarlo per preparare altre ricette
- conservarlo separato dagli altri alimenti
- restituirlo al punto vendita dove è stato acquistato per le modalità previste dal rivenditore.
Si tratta di una misura puramente precauzionale adottata per tutelare la salute dei consumatori.
L’avviso del Ministero della Salute non riguarda indistintamente tutti i prodotti dello stesso marchio. Per questo motivo è importante leggere con attenzione l’etichetta, confrontando i dati riportati sulla confezione con quelli presenti nel richiamo ufficiale.




















