Alla scoperta di Malborghetto: l’Arco di Costantino nascosto tra le campagne apre gratis il 2 agosto

Alla scoperta di Malborghetto, l'incredibile casale sulla via Flaminia che racchiude milleseicento anni di storia: tra leggende imperiali, storie di briganti e laboratori per famiglie

Non succede tutti i giorni di passeggiare davanti a un vecchio casale di campagna e scoprire che, sotto l’intonaco e le tegole, batte il cuore di un arco trionfale romano alto diciotto metri. Succede invece a Malborghetto, uno dei tesori più sorprendenti e meno noti della Capitale, pronto a riaprire le sue porte al pubblico domenica 2 agosto, dalle 9:30 alle 18:30, a ingresso del tutto gratuito e senza alcuna necessità di prenotazione.

Alla scoperta di Malborghetto, l’incredibile casale sulla via Flaminia che racchiude milleseicento anni di storia: tra leggende imperiali, storie di briganti e laboratori per famiglie

Tutto comincia all’inizio del IV secolo dopo Cristo, quando lungo la Flaminia viene eretto un imponente arco quadrifronte di quasi diciotto metri, interamente rivestito di marmo e decorato da colonne corinzie. Non si trattava di un semplice monumento, ma di un preciso messaggio politico inciso nella pietra.

Proprio qui, secondo gli studi archeologici, l’imperatore Costantino avrebbe posto il suo accampamento prima di muovere contro Massenzio nella celebre battaglia di Ponte Milvio del 312 d.C. È tra queste mura che la tradizione colloca la famosa notte del sogno, descritta dallo scrittore cristiano Lattanzio, durante la quale Costantino vide apparire in cielo il segno di Cristo e la promessa di vittoria che avrebbe cambiato per sempre il volto dell’Impero.

Da simbolo imperiale a covo di briganti

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Particolare dell’Arco di Malborghetto

Con la caduta di Roma e il passare dei secoli, l’arco perse i suoi marmi ma non la sua utilità, iniziando un’incredibile metamorfosi. Nell’XI secolo i suoi fornici vennero murati per trasformarlo prima in una chiesa fortificata dedicata alla Vergine e poi nel cuore di un piccolo borgo protetto.

Più tardi, nel Quattrocento, la struttura diventò una locanda per i pellegrini diretti verso Roma, finché nel 1485, devastata dalle guerre tra i Colonna e gli Orsini, la zona prese il nome popolare di Borghettaccio o Malborghetto.

Nel Seicento il complesso finì per diventare persino un famigerato covo di briganti, prima di essere riconvertito nel Settecento in una stazione di posta per il cambio dei cavalli.

La riscoperta archeologica nel Novecento

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Particolare dell’Arco di Malborghetto

La riscoperta moderna si deve all’intuito di un giovane studioso tedesco, Fritz Töbelmann, che all’inizio del Novecento comprese per primo come dentro le pareti del vecchio casale si celasse in realtà l’antico arco trionfale romano.

L’intuizione fu poi confermata nel 1982, quando il sito venne finalmente acquistato dallo Stato italiano, restaurato e restituito al pubblico.

Una nuova vita tra giochi interattivi e inclusione

Oggi Malborghetto vive una nuova stagione di rinascita pensata anche per i più giovani, grazie al progetto promosso dalla Soprintendenza Speciale di Roma in collaborazione con Explora – Il Museo dei Bambini di Roma.

I visitatori di tutte le età potranno esplorare l’area attraverso caccia al tesoro digitale con QR code che rilasciano un diploma di esploratore, giochi interattivi di tassellatura ispirati al sogno di Costantino, e postazioni in cui potersi immedesimare nelle figure storiche del luogo, dal legionario alla locandiera.

Il percorso garantisce inoltre un’accessibilità completa grazie a pannelli in Braille e video in LIS.

Come partecipare alla giornata di apertura

Per chi desidera visitare il sito, l’appuntamento è in via Barlassina 1. L’ingresso è libero e continuato, con l’ultimo accesso consentito un’ora prima della chiusura, mentre per i gruppi superiori alle dieci persone è consigliata la segnalazione preventiva via email.

Una domenica speciale per toccare con mano come un antico monumento romano sia riuscito a trasformarsi, pietra dopo pietra, da simbolo imperiale a spazio vivo per l’intera città.

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