Quella che nei migliori progetti di riqualificazione, doveva diventare un’oasi verde della Capitale, è finita in queste ore sotto i riflettori dei media internazionali con un duro verdetto. Un’inchiesta della CNN accusa Roma di aver sprecato milioni di euro per una piazza vicino al Vaticano che doveva essere un paradiso refrigerante, e invece con il caldo torrido, si è trasformata in una rovente isola di calore.
L’inchiesta shock dell’emittente statunitense CNN: alberi già secchi, fontane scomparse e panchine roventi, segnano il fallimento dell’oasi verde milionaria a ridosso del Vaticano
Un’opera pubblica nata con l’ambizioso obiettivo di offrire ristoro e ombra a cittadini e turisti, rischia di trasformarsi in un simbolo globale di spreco e inefficienza.
L’emittente statunitense CNN ha dedicato un durissimo reportage video alla recente riqualificazione urbanistica di Piazza Risorgimento, situata a pochi passi da San Pietro. Nel filmato diffuso sui propri canali social, è stata la giornalista Barbie Latza Nadeau, a documentare visivamente il desolante stato dell’area, pensata inizialmente come un’oasi ecologica all’avanguardia per contrastare le tappe di calore estive.
A un anno e mezzo dall’inaugurazione, le immagini mirate mostrano una realtà completamente opposta alle promesse progettuali: filari di alberi rinsecchiti, arredi urbani incandescenti e l’assenza totale degli impianti di nebulizzazione e delle fontane, che erano previste per refrigerare i passanti.
Le evidenze del reportage e il disastro infrastrutturale
Le riprese sul campo mettono a nudo i limiti strutturali di un intervento costato ingenti risorse pubbliche. La reporter illustra senza filtri quello che è stato definito, un fallimento del piano di mitigazione climatica: «Questo avrebbe dovuto essere un paradiso verde dove le persone potessero rinfrescarsi durante la calura. Il Comune di Roma ha speso milioni per riqualificare questa piazza nel 2024, ma ora il verde è morto, i sistemi di nebulizzazione e le fontane non ci sono nemmeno, e fa davvero troppo caldo perché la gente possa sedersi».
Con temperature medie estive che sfiorano costantemente i 40 gradi, le strutture installate si stanno rivelano del tutto inutilizzabili. Sempre la CNN poi, ha sottolineato come sia stata fornita una spiegazione sul disseccamento della vegetazione, per buona parte legata all’eccezionalità delle temperature estreme, ma che poco ha convinto in merito al progetto, concepito proprio per resistere al gran caldo.
Lo scontro sui fondi pubblici
Il servizio giornalistico ha immediatamente scatenato furiose polemiche politiche a livello nazionale e locale, trasformando il caso in un terreno di duro scontro amministrativo. Sulla vicenda è intervenuto con decisione il deputato e presidente romano di Fratelli d’Italia, Marco Perissa, sottolineando il grave danno reputazionale subito dalla città di Roma: “Un fallimento descritto da una delle più autorevoli emittenti del mondo come l’esempio di ciò che non si dovrebbe fare in materia di riqualificazione urbana. Ingenti risorse pubbliche sono state spese per l’opera, che ci esponendo al ridicolo davanti all’opinione pubblica internazionale”.
Un monito globale sulle politiche di adattamento climatico
Il caso di Piazza Risorgimento, trascende i confini della cronaca locale per diventare un caso di studio internazionale sui rischi della progettazione urbana di fronte alla crisi climatica. La stessa CNN, ha concluso la sua analisi evidenziando come l’esperienza romana rappresenti un monito per le metropoli europee impegnate nell’adattamento al riscaldamento globale: senza una manutenzione costante, una selezione botanica idonea e un’adeguata pianificazione delle infrastrutture idriche, gli investimenti volti a combattere le bolle di calore rischiano di produrre l’effetto contrario, lasciando le città sprovviste di riparo e riducendo gli spazi pubblici a distese di cemento arido e bollente.

















