Cristoforo Colombo a rischio nuovi incendi: decine di oleandri incolti e secchi in mezzo al guard rail

Cristoforo Colombo a rischio nuovi incendi, decine di cespugli di oleandro frangi abbaglianti campeggiano tra le due carreggiate con rami pericolosamente protesi verso le corsie di sorpasso

-canaledieci.it

Cristoforo Colombo a rischio nuovi incendi. Sono decine gli oleandri incolti e ormai secchi posizionati al centro del guard rail che divide le due carreggiate. Sui social la questione si è trasformata in un ulteriore motivo di contrapposizione tra chi sostiene e chi, invece, critica l’amministrazione capitolina. Ma il dato tecnico è molto semplice chi di dovere non fa il proprio dovere.

Cristoforo Colombo a rischio nuovi incendi, decine di cespugli di oleandro frangi abbaglianti campeggiano tra le due carreggiate con rami pericolosamente protesi verso le corsie di sorpasso

Il tratto più disastrato, dal punto di vista dello stato di abbandono in cui giace la vegetazione fatta anche di cespugli frangi abbaglianti, va dall’incrocio dell’arteria di collegamento tra la capitale e il mare con la via Pontina e quello situato all’intersezione con via di Malafede all’altezza della tenuta presidenziale di Castel Porziano.

Le immagini che si presentano a chi transita in entrambe le direzioni sono a dir poco desolanti. Moltissime tra le piante situate in mezzo alle barriere centrali di protezione sono vere e proprie micce in attesa di essere innescate dal lancio dell’ennesimo mozzicone di sigaretta da un veicolo in corsa.

Inneschi naturali abbandonati al degrado

Facile prevedere cosa accadrebbe se i rami ormai morti ma pericolosamente protesi sulle due corsie di sorpasso si trasformassero in un rogo quanto meno suscettibile di tenere impegnate le squadre dei vigili del fuoco oltre che di creare fortissimi disagi su una strada ad alta percorrenza.

Lunedì scorso, 27 luglio, intorno alle ore 18.00, del resto, c’è stata la prima avvisaglia. Un principio di incendio scoppiato all’altezza del chilometro 12.00 nei pressi del quartiere di Mostacciano.

Sul posto sono intervenuti in prima battuta i motociclisti e una pattuglia della polizia locale di Roma Capitale che hanno chiuso al transito dei mezzi di trasporto la corsia di sorpasso.

Le limitazioni alla viabilità, necessarie per consentire l’estinzione delle fiamme e la messa in sicurezza del tratto interessato da parte dei vigili del fuoco, hanno causato forti rallentamenti dei flussi di traffico.

Siepi incolte a rischio incendio

L’evento ha dimostrato, una volta di più, che la mancata potatura delle piante, oltre a rappresentare un ostacolo alla viabilità per la sporgenza dei rami, costituisce un pericolo costante in particolar modo nel periodo estivo.

Cristoforo Colombo a rischio nuovi incendi: decine di oleandri incolti e secchi in mezzo al guard rail 1

E questo sia per la presenza di sterpaglie, aghi di pino ed erba secca anche alla base delle piante, sia per il malcostume di molti automobilisti che lanciano mozziconi accesi fuori dal finestrino. Purtroppo il codice della strada non contiene norme assolute di divieto di fumo all’interno dell’abitacolo, a meno che non siano presenti donne incinte o minori di 18 anni.

La questione delle competenze

Anche il tema delle mancate potature, al pari di quello sullo stato della sicurezza nelle più grandi città italiane, sembra essere diventato pretesto per trasformare la questione in un dibattito di tipo politico tra i sostenitori dell’amministrazione in carica che gettano la colpa esclusivamente sull’incoscienza dei guidatori e quelli che, invece, la attaccano apertamente per attribuirgli qualsiasi colpa a detrimento di un mandato ormai prossimo alla tornata elettorale.

Ma l’argomento è squisitamente tecnico. Chi di dovere non fa il proprio dovere se lascia che la vegetazione stradale cresca a dismisura seccandosi e rappresentando un formidabile volano per gli incendi.

Nel caso della Cristoforo Colombo le amministrazioni competenti sono da un lato Il Dipartimento di tutela ambientale di Roma Capitale, con specifiche mansioni sulla potatura e il monitoraggio delle piante arboree per gli abbattimenti e le nuove piantumazioni, e dall’altro l’Anas cui competerebbe proprio lo sfalcio del verde e della vegetazione infestante che cresce sulle banchine, sugli spartitraffico e, appunto, lungo i guard rail. In fondo tutto ciò che si chiede, qualsiasi siano i centri decisionali, è un po’ più di celerità in più nel mantenere alto il livello di sicurezza dell’infrastruttura stradale.

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