Una scena di violenza inquietante si è consumata nella serata di ieri sabato 25 luglio, all’esterno della stazione di Stella Polare ad Ostia. Davanti a centinaia di pendolari esasperati per il blocco dei trasporti, un litigio tra giovani e un ragazzo straniero ubriaco, è degenerato in una brutale rissa a bottigliate, affrontata e fermata soltanto grazie all’immediato e coraggioso intervento di alcuni automobilisti e cittadini di passaggio.
L’esplosione di violenza del branco di minori tra centinaia di pendolari bloccati a Stella Polare: prima l’aggressione verbale poi il pestaggio e gli insulti razzisti all’extracomunitario ubriaco
La violenza è esplosa nel clima di fortissima tensione nato dai pesanti disservizi del trasporto pubblico, mentre all’esterno della stazione Stella Polare, si trovavano almeno 200 persone stremate e ammassate, nell’attesa di una navetta sostitutiva che sembrava un vero miraggio.

Una stasi del servizio, motivata da Astral come un problema di fornitura elettrica gestito da Acea e non dipendente dalla propria responsabilità diretta, e che ha creato ad un tratto un ambiente saturo di nervosismo e frustrazione, terreno fertile per la rissa che da lì a poco sarebbe montata incontrollabile.
La ricostruzione shock
Mentre una folla estenuata attendeva i mezzi, si è accesa improvvisamente una scintilla tra un gruppo di ragazzini poco più che quindicenni e un giovane africano visibilmente intontito dall’alcol. Secondo quanto riferito da una delle ragazzine presenti, l’uomo avrebbe iniziato ad inveire contro i più giovani per poi lanciargli una bottiglia di vetro.
La reazione del gruppo a quel punto, è stata immediata: i giovanissimi si sono scagliati in blocco contro lo straniero, trasformandosi in una sorta di branco aggressivo che lo ha letteralmente pestato sulla strada.
L’odio verbale e il pestaggio del branco
Il giovane aggredito è stato brutalmente sopraffatto dalla furia dei ragazzini che si ritenevano pienamente nel giusto, accompagnando la violenza fisica con insulti pesantissimi di matrice razzista.
A fermare l’aggressione è stato lo stesso autore del post Alberto, di passaggio in auto con la moglie, che notando il pericolo è intervenuto per dividere fisicamente i contendenti con l’aiuto di altri passanti.
Riportata faticosamente la calma, l’uomo ha cercato di far ragionare il ragazzo straniero, spiegandogli che, essendo lui l’unico maggiorenne ed essendosi presentato ubriaco, le forze dell’ordine gli avrebbero imputato la colpa al di là delle ragioni iniziali. Il cittadino ha poi descritto con amarezza lo stato del giovane:
“Era stato pestato da queste “cavallette” che ritenendosi nel giusto lo avevano assalito gridandogli frasi irripetibili mentre era completamente intontito dell’alcol. Il tipico ragazzo ai margini che non si capisce perché debba ridursi così e offrire il peggiore esempio di quella che potrebbe e dovrebbe essere una buona integrazione sociale”.
Il dettaglio più inquietante
L’aspetto più agghiacciante di tutta la vicenda poi, è emerso subito dopo che la rissa è stata sedata. Privi di qualsiasi rimorso o consapevolezza della gravità di quanto accaduto, i ragazzi si sono dimostrati ossessionati soltanto dalla visibilità sui social media.
E un dettaglio più di tutti, ha lasciato sgomento il soccorritore: «E’ stato l’aspetto che più di tutti mi ha turbato, e cioè una domanda che uno dei ragazzi ha fatto ad una sua amica: “ahò, hai fatto er video?”». Una frase che ha testimoniato ancora una volta, come la violenza sia diventata uno spettacolo da riprendere con lo smartphone, con in torno un “pubblico” inconsapevole di centinaia di persone bloccate in attesa dei bus.


















