Un bilancio drammatico: cinque lavoratori morti in sole 48 ore, mentre la rabbia dei sindacati esplode di fronte all’ultima tragedia consumatasi ieri pomeriggio alla Romanina, dove ha perso la vita Paolo Roccoli, 47 anni, travolto e schiacciato da una macchina spazzatrice che stava riparando nel piazzale dell’azienda.
Il 47enne travolto da una spazzatrice. Sale il bilancio degli infortuni mortali nel Lazio e il sindacato chiede svolte immediate: «Basta cordoglio, servono controlli»
Un avvio di settimana nero nel il Lazio, segnato anche dal decesso di Salah Belkahaoua, l’operaio di 51 anni morto al San Camillo dopo essere precipitato da un ponteggio a Pontecorvo.
Di fronte all’escalation, la risposta della Cisl Roma Capitale Rieti è durissima: «Nel 2026 siamo ancora qui a contare i morti. Non ne possiamo più: servono controlli veri e prevenzione, non parole di cordoglio».
La dinamica dell’incidente alla Romanina
La tragedia che è costata la vita a Paolo Roccoli è avvenuta nel piazzale della ditta per cui lavorava, nella periferia sud-est della Capitale. Il 47enne stava effettuando un intervento di riparazione su una macchina spazzatrice che presentava un guasto ed era stata sollevata per consentire le operazioni di manutenzione.
Per cause ancora in corso di accertamento, il pesante veicolo si è improvvisamente ribaltato, travolgendolo in pieno. A fare la drammatica scoperta sono stati i colleghi di lavoro, che vedendolo privo di sensi sotto il mezzo hanno immediatamente allertato i soccorsi.
Sul posto sono intervenuti i sanitari dell’Ares 118, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri. Insieme a loro sono giunti gli ispettori del lavoro, incaricati di verificare il rispetto di tutte le norme di sicurezza e la corretta gestione dei mezzi aziendali. La Procura ha aperto un’inchiesta per ricostruire l’esatta dinamica e accertare eventuali responsabilità .
Il grido d’allarme della Cisl: «Basta carta straccia sulla sicurezza»
L’incidente ha scatenato la dura reazione del sindacato. Rosita Pelecca, segretaria generale della Cisl Roma Capitale Rieti, ha espresso profondo cordoglio ma ha chiesto una svolta immediata: «La morte di Paolo Roccoli ci colpisce profondamente. Alla sua famiglia va l’abbraccio di tutta la Cisl. C’è però una domanda che non possiamo smettere di porci: cosa si sarebbe potuto fare affinché quest’uomo tornasse a casa ieri sera?Â
Ogni incidente ci obbliga a interrogarci non solo sulle responsabilità , ma sulla capacità del nostro sistema di prevenire i rischi prima che sia troppo tardi».
Pelecca ha ribadito come la sicurezza sui luoghi di lavoro non possa ridursi a un mero adempimento burocratico: «Non possiamo limitarci al cordoglio. Vogliamo che ogni tragedia produca un cambiamento concreto: più attenzione, più organizzazione, più formazione, più manutenzione e controlli veri. La valutazione dei rischi non deve essere un documento da archiviare, ma uno strumento vivo. Nel 2026 non possiamo ancora essere qui a contare i morti».
La strage di inizio settimana: 5 morti in 48 ore
Quello di Paolo Roccoli è purtroppo solo l’ultimo nome di una scia di sangue che tra lunedì e martedì ha contatato ben cinque vittime sul lavoro.
Tra queste figura anche Salah Belkahaoua, operaio edile di 51 anni. L’uomo è deceduto all’ospedale San Camillo di Roma dopo tre giorni di agonia: era precipitato da un ponteggio allestito per i lavori di ristrutturazione e ampliamento dell’Istituto Tecnico Industriale di via XXIV Maggio a Pontecorvo, in provincia di Frosinone.
Indagini sono in corso su tutti gli episodi per determinare se le norme sulla prevenzione degli infortuni siano state scavalcate o disattese.


















