(Adnkronos) – Gli Usa hanno annunciato l’imposizione di nuovi dazi su numerosi partner commerciali, tra cui quelli dell’Unione Europea. Le nuove tariffe imposte da Trump entrano in vigore oggi, alla scadenza dei temporanei dazi del 10% introdotti in precedenza dagli Usa. Il provvedimento era stato varato come soluzione tampone dopo la sentenza con cui la Corte Suprema a febbraio aveva bocciato i dazi varati dal tycoon ad aprile 2025.Â
La decisione dell’amministrazione Trump viene motivata dalle preoccupazioni relative al lavoro forzato (“qualsiasi lavoro o servizio estorto a una persona sotto la minaccia di una sanzione e per il quale la persona non si è offerta volontariamente”, secondo la definizione dell’International Labour Organization, l’agenzia Onu che si occupa di lavoro). Le nuove tariffe variano
dal 10% al 12,5%, mentre i prodotti già soggetti a dazi settoriali specifici non saranno interessati.Â
Secondo i critici, spiega il Washington Post, i nuovi dazi fanno parte di una più ampia campagna del presidente per ridurre la dipendenza degli Stati Uniti dalle importazioni. L’annuncio riguarda gli acquisti statunitensi da 60 Paesi che, secondo l’amministrazione Usa, importano beni prodotti con il lavoro forzato anziché acquistare prodotti realizzati da lavoratori americani meglio retribuiti.Â
I Paesi che non hanno leggi che vietano tali merci – come Cina, Regno Unito e Giappone -, da oggi saranno quindi soggetti a tariffe del 12,5%. Gli altri, inclusi quelli nell’Unione Europea, saranno colpiti da dazi del 10% se non le faranno rispettare. Alcune importazioni statunitensi, come i prodotti regolati dall’accordo Stati Uniti-Messico-Canada e il petrolio e il gas, sono invece esenti dalle nuove tariffe.Â
Funzionari dell’amministrazione, che hanno parlato con il Washington Post a condizione di rimanere anonimi, hanno affermato che la decisione deriva dalla storica opposizione del presidente Donald Trump al lavoro forzato.Â
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